Sabato 17, manifestazione di Amnesty International di Napoli contro l’esecuzione del detenuto Troy Davis in Georgia, Usa.

Martedì 6 settembre un giudice della Georgia ha firmato l’ordine di esecuzione che autorizza lo Stato ad eseguire la condanna capitale per Troy Davis. Il giorno previsto per l’esecuzione è ancora sconosciuto, si sa soltanto che sarà tra il 21 e il 28 settembre. E mentre dal carcere definiscono i dettagli per la condanna, il resto del mondo si mobilità per opporsi all’ennesima, inutile ed ingiusta vendetta di Stato.

 

Anche il gruppo di Napoli di Amnesty International sarà in prima linea per salvare la vita di Troy, in carcere da più di vent’anni, in attesa della morte senza prove certe circa la sua colpevolezza. In tutti questi anni, non si è riusciti a fornire prove schiaccianti sul suo coinvolgimento al crimine che gli è stato imputato.

 

Per fare luce, dunque, sull’ennesimo caso di Pena di Morte, aggravata ulteriormente da sospetta corruzione dei testimoni al processo, Amnesty International si mobilità con azioni dimostrative in tutto il mondo con lo scopo di coinvolgere ed informare l’opinione pubblica sull’ennesima legale forma di punizione governativa.

 

Il gruppo di Napoli ha stabilito, per tutta la giornata di sabato 17 settembre, un’azione dimostrativa che si svolgerà nella centrale P.za San Domenico Maggiore. Saranno allestiti punti informativi attraverso i quali attivisti dell’associazione proporranno la sottoscrizione allo Stop dell’esecuzione di Troy Davis e FlashMob dimostrativi per sensibilizzare i napoletani su questa ennesima violazione dei Diritti Umani.

 

E’ essenziale per l’opinione pubblica conoscere a fondo tutti i dettagli che si celano nei casi di Pena di Morte. La storia di Troy Davis è molto emblematica a riguardo. Condannato a morte nel 1991 per l’omicidio del poliziotto Mark Allen MacPhail a Savannah in Georgia, nel 1989, nessuna prova fisica è stata mai rinvenuta che colleghi direttamente Troy Davis al suddetto omicidio; inoltre, l’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Il caso Davis si basa soprattutto sulle testimonianze oculari. Dall’inizio del processo, sette dei nove testimoni chiave hanno ritrattato o cambiato la loro testimonianza, a causa di coercizioni da parte della polizia. Il 28 marzo la Corte suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di accogliere la richiesta del caso Davis, dando così la possibilità allo stato della Georgia di fissare la quarta data della sua esecuzione. Nel 2007, Davis è arrivato a meno di 24 ore dall’esecuzione; in quest’occasione l’ufficio per la grazia e la libertà vigilata ha sospeso l’esecuzione dichiarando che non l’avrebbe autorizzata “a meno che e fino a quando i suoi membri non fossero stati convinti della colpevolezza, senza alcun dubbio, dell’imputato”. Nel 2008 sono state fissate altre due date per la sua esecuzione, entrambe sospese. Dal 2007, tre stati degli Stati Uniti hanno abolito la pena di morte. Al momento della firma delle proposte legislative per l’abolizione della pena capitale, i tre governatori hanno sottolineato, tra le motivazioni della scelta di rinunciare alla pena di morte, il rischio di commettere un errore irrevocabile. Da quando Troy Davis è nel braccio della morte, più di 90 detenuti sono stati rilasciati perché innocenti. In ognuno dei primi processi relativi a questi casi, gli imputati erano stati giudicati colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio.

 

Ricordiamo che è vicina la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, che come sempre ricorre il 10 ottobre in tutto il mondo. Quest’anno sarà incentrata sulle forme di tortura legate alla Pena Capitale con focus sulla Bielorussia. Tutte le firme che saranno raccolte nel corso delle iniziative previste da Amnesty International e dalle altre associazioni che aderiscono alla Giornata Mondiale, saranno consegnate al Presidente Lukashenka dai rappresentanti della ong bielorussa Viasna, da sempre in prima linea per la difesa dei diritti umani in questo paese (http://spring96.org/en).

La manifestazione del gruppo Amnesty Napoli, unita alle altre iniziative di volontari di tutto il mondo contro la Pena di Morte, sono essenziali per cancellare dalle legislazioni di tutti i paesi la disumana e degradante forma di vendetta di Stato che sappiamo non essere mai stata un deterrente ed una volta eseguita, diviene un’ingiustizia da cui è impossibile tornare indietro.

E’ necessario, dunque, mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della Pena di Morte, un dramma che è trattato con fin troppa superficialità dai media convenzionali anche alla luce degli importanti risultati raggiunti a livello internazionale con la registrazione di sempre più nazioni passate dall’essere paesi mantenitori a paesi abolizionisti.

La raccolta di firme, l’importanza del confronto, l’approfondimento verso temi di tale importanza, generano risultati significativi anche grazie ad un comunicato e all’informazione. Non mancate sabato 17 a piazza San Domenico con i ragazzi di Amnesty Napoli. Un popolo consapevole è un popolo libero!

 

 

Per approfondimenti sul caso di Troy Davis è possibile consultare il sito di Amnesty International Italia al link:http://www.amnesty.it/pena_di_morte_usa_troy_davis_22_giugno.html

Per maggiori informazioni sulla Giornata Mondiale contro la Pena di Morte consultare i siti internet:

www.worldcoalition.org e www.amnesty.it

 

Informazioni sull’evento del gruppo Amnesty Napoli del 17 settembre in P.za San Domenico sono reperibili ai contatti: Cel.  320/5308736  – gr005@amnesty.it – Facebook: Amnesty Napoli

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