Quarto. Domani alle 14 mobilitazione generale contro la discarica

«Ho chiesto all’Asl Napoli 2 Nord il report aggiornato del Registro delle cause di morte nel nostro comprensorio e leggendo quei dati ufficiali del registro, fermo al 2008, vengono i brividi: a Quarto il numero percentuale di morti per tumore per la prima volta negli ultimi tre anni è aumentato in modo esponenziale rispetto ai morti per malattie cardiocircolatorie. Una discarica di rifiuti nelle cave di via Spinelli sarebbe un ulteriore colpo mortale. Alla marcia contro la discarica saremo in migliaia». E’ il commento del sindaco di Quarto, Sauro Secone,

in prima linea con tutti gli assessori, i consiglieri comunali, i comitati civici e le parrocchie di Quarto per dire «no» alla discarica che la Provincia vorrebbe localizzare in una delle cave di via Spinelli. Per domani 29 gennaio, è previsto un lungo corteo che partirà alle 14.00 dalla villa comunale «Giovanni Paolo II» di via Crispi e che si snoderà lungo le strade cittadine per arrivare fino alle cave di via Spinelli. Un fronte unito, contro la discarica: politici di tutti gli schieramenti, associazioni ambientaliste, sindacati, associazioni a tutela dei consumatori, scuole di ogni ordine e grado del territorio, parrocchie. E i dati dell’Asl Napoli 2 Nord resi noti dal sindaco Secone (visibili anche sul sito internet del comune all’indirizzo http://www.comune.quarto.na.it) aumentano le riserve sulla scelta della cava-discarica. «Il 43 per cento dei morti a Quarto sono per cause riconducibili ai tumori – sottolinea il sindaco Secone – Dai dati dell’Asl emerge che il tumore maligno che miete più vittime è quello della trachea, dei bronchi e dei polmoni, seguito da quello al fegato e allo stomaco. Siamo preoccupati e abbiamo dato incarico ad un team di geologi della Federico II di verificare le condizioni orografiche che, a nostro giudizio, renderebbero poco opportuno localizzare una discarica nella cava. Tra l’altro, proprio ieri mattina ci è arrivato anche il parere negativo della Sovrintendenza speciale per i Beni archeologici». Nella lettera, firmata dal sovrintendente Teresa Elena Cinquantaquattro si legge testualmente: «[…] senza voler entrare nel merito di problematiche che non rientrano tra le competenze della Sovrintendenza, non si può tuttavia non sottolineare come l’area prescelta risulti sottoposta a vincolo archeologico ai sensi delle norme attuative del Prg vigente per la presenza di numerosi edifici antichi, per lo più a carattere funerario […] ancora conservati in elevato o visibili in sezione di pareti delle cave in buona parte ormai sotto sequestro per i danni che le attività estrattive, spesso non autorizzate, hanno arrecato all’ambiente e al paesaggio, del quale preme sottolineare la valenza di paesaggio storico. Quanto sopra si rappresenta all’Amministrazione provinciale di Napoli, quale ulteriore e  non certo trascurabile elemento di valutazione, perché se ne tenga in debito conto nell’ambito delle scelte che dovranno essere compiute».

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