Bacoli. Presentazione del libro “I racconti di Giosafatte e del suo settimo nipote”.

“I racconti di Giosafatte e del suo settimo nipote” è un libro che svela l’identità ebraica di Bacoli. L’autore, Rosario Mario “Rosso” Capuano, lo presenterà – con il patrocinio morale del Comune di Bacoli – sabato 20 (alle ore 17) nel Salone della Biblioteca a Villa Cerillo –  in via Cerillo, 57- a Bacoli.

Interverranno: Gino Illiano (consigliere delegato alla Cultura del Comune di Bacoli), Francesco Pisano (saggista, responsabile pubblicazioni Antonio Pisano Editore), Giovanni Pugliese ( docente di Italiano e Storia, I.T.C.G. “V. Pareto” di Pozzuoli),  Ottavio Di Grazia (docente di Storia delle Religioni del Mediterraneo, Università  degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli), Rosario Mario “Rosso”  Capuano ( autore del libro) e Ciro Biondi (giornalista)


Si legge nell’introduzione: “I racconti iniziali di questa raccolta sono, in gran parte, una libera trasposizione in italiano dal dialetto di un certo numero delle storie (quelle che la mia memoria ha ritenuto) che mio nonno Giosafatte, Giusafàt, come tutti lo chiamavano, raccontava a me, ai miei fratelli e ai miei cugini nelle lunghe sere d’inverno, quando non c’era la televisione, intorno ad un grande braciere. Le altre storie di questa raccolta sono la cronaca di fatti della vita reale della comunità a cui sento di appartenere, accaduti in un tempo che sembra lontano anni luce dall’oggi: quando molti andavano a letto subito dopo il tramonto, perché dovevano svegliarsi alle prime luci dell’alba per andare a lavorare la terra o a pescare e perché era un lusso accendere una candela o la lampada ad olio, per rischiarare le tenebre della notte…
Il nonno era un grande affabulatore, che col suo grande repertorio di storie, ballate, favole, racconti di vita intratteneva i suoi nipotini, quando il freddo e il maltempo lo costringevano a restare a casa. Con la buona stagione, quando i dolori alle ginocchia gli davano tregua e poteva uscire, camminando lentamente con l’aiuto di un bastone, seguito come un’ombra da Ciccillo Guardascione, suo amico fraterno da una vita, Giosafatte incantava la gente che si fermava ad ascoltarlo intorno ad una delle panchine della stazione di Torregaveta, capolinea sul mare della ferrovia Cumana, o sotto la frescura del pergolato di un bar. Qualcuno perdeva anche il treno per ascoltare la conclusione di una storia o la fine di qualche lunga ballata in versi…”

Rosso Capuano, il cui vero nome di battesimo è Rosario Mario, è nato l’undici di aprile del 1946 a Torregaveta, nel comune di Monte di Procida, e risiede a Bacoli.
Ha completato i suoi studi di lingue antiche e moderne dell’Europa Occidentale all’Istituto Orientale di Napoli.
Professore di Lingua e Letteratura Inglese, ha insegnato nel corso della sua carriera in vari tipi di scuola secondaria superiore: Con questo libro è alla sua prima esperienza letteraria.

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