Quarto. Ventotto addette alle pulizie occupano scuola elementare “Paolo Borsellino”.

Le 28 lavoratrici che si occupano della pulizia delle scuole elementari a Quarto sono tornate sul piede di guerra e questa mattina hanno occupato il plesso scolastico “Paolo Borsellino”, del Secondo circolo didattico, in via Casalanno. Le lavoratrici hanno deciso di occupare il piano terra ed alcune aule della scuola, impedendo di fatto il regolare svolgimento delle lezioni, dopo aver avuto conferma dell’applicazione al loro appalto del taglio medio del canone del 16,5 per cento come deciso dalla Circolare-Gelmini: in pratica, il ministro ha stabilito che tutti gli istituti scolastici dovranno ridurre le spese per i lavoratori utilizzati negli appalti di pulizia delle scuola.

«Un taglio economico che – dicono in una nota i sindacati Filacms-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil Traporti – si traduce nell’abbattimento dell’orario di lavoro e del servizio, senza avere contezza della copertura del servizio igienico-sanitario delle scuole. Le organizzazioni sindacali, alla luce delle garanzie date per gli ex Lsu, ritengono indispensabile che il ministero dell’Istruzione adotti lo stesso metro di valutazione ed azione politica, anche a mezzo di piani finanziari pluriennale, in modo da risolvere il problema, visto che la situazione è grave e non governabile sul piano della tenuta sociale». Le 28 lavoratrici che hanno un contratto con la società Partenope, che fa parte del Consorzio Manital, hanno preannunciato battaglia e l’occupazione potrebbe protrarsi anche per i prossimi giorni, creando non pochi problemi a genitori, alunni e docenti. «Questa situazione è il frutto della scellerata politica dei tagli voluta dal ministro Gelmini e dal governo Berlusconi, con i ragazzini che si portano da casa la carta igienica perché le scuole non hanno soldi ed i lavoratori che dopo 30 anni rischiano di finire in mezzo alla strada – sottolinea il sindaco di Quarto Sauro Secone – Purtroppo come Comune possiamo solo assistere sgomenti a questa vicenda, ma occupare una scuola e bloccare le lezioni serve a ben poco. I tagli sono stati decisi al ministero a Roma».

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