Quarto. Petizione per la piscina comunale

«Vogliamo che la struttura confiscata dalla Magistratura ai clan della camorra in via Marmolito diventi finalmente una piscina comunale, come previsto nel progetto di recupero presentato alla Provincia di Napoli e dal Consorzio So.Le. Un modo per riaffermare la legalità ed offrire un servizio ai nostri cittadini». E’ il testo della petizione, il cui primo firmatario è il sindaco di Quarto Sauro Secone, attraverso la quale il Comune di Quarto, insieme ai ragazzi ed alle ragazze del Consiglio comunale dei Ragazzi, le scuole, le parrocchie e le associazioni del territorio di Quarto, che questa mattina hanno animato con la loro presenza la manifestazione anticamorra dal titolo «Quarto vuole la piscina comunale»,

che si è svolta sul sagrato della chiesa del Gesù Divin Maestro di via Marmolito, a circa 700 metri di distanza dall’ex cementificio che fino alla fine degli anni ’80 fu usato dai clan della camorra di Marano, come hanno dimostrato le indagini della magistratura che ha confiscato quel bene e lo ha reso pubblico, acquisendolo al patrimonio comunale.  «Adesso, però, c’è il forte rischio che si perda il finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro stanziati dal programma Pon sulla Sicurezza per trasformare l’ex cementificio in piscina – ha detto  il sindaco Sauro Secone – Ho parlato più volte della cosa all’assessore provinciale alla Legalità Franco Malvano, che ha aderito alla nostra iniziativa e ci sostiene, anche se questa mattina è stato bloccato da un malanno di stagione. La nostra battaglia prosegue, anche insieme alle scuole ed alle parrocchie ed ai tanti testimonial del mondo dello sport che ci incoraggiano». Stamani, infatti, erano presenti alla manifestazione ed hanno espresso la loro ufficiale adesione alla iniziativa anche campioni del mondo della boxe come Elio Cotena e della pallanuoto, come l’ex allenatore della nazionale italiana e del Posillipo Paolo De Crescenzo. «Dallo sport può arrivare un messaggio importante di solidarietà e di legalità – ha detto Paolo De Crescenzo – Sono lieto di appoggiare questa iniziativa perché creare strutture sportive nel nostro territorio è sempre molto importante. Da sportivo non posso che plaudire all’iniziativa». Dello stesso avviso Elio Cotena, che ha sottolineato come “la presenza di strutture sportive sia fondamentale per la formazione dei giovani atleti”. Alla tavola rotonda ha partecipato anche l’avvocato Paolo Trapanese, presidente del Comitato campano della Federnuoto. «Stiamo già lavorando al progetto per i prossimi Giochi olimpici e ci farebbe piacere avere atleti che arrivano anche dalla zona flegrea, magari che si sono allenati nella piscina che mi auguro sorgerà qui a Quarto – ha detto a margine della manifestazione il presidente della Federazione Italiana Nuoto sezione Campania – Il nostro movimento agonistico ha bisogno di strutture per permettere ai campioni in erba di maturare e poter vincere le competizioni più importanti». Fondamentale in questo percorso di legalità, il contributo del Consiglio comunale dei Ragazzi delle scuole di Quarto, dei docenti referenti per la legalità e delle parrocchie, come hanno sottolineato padre Genny Guardascione, parroco della chiesa del Gesù Divin Maestro e don Paolo Auricchio, vicario generale del vescovo della Diocesi di Pozzuoli. «Noto con piacere la vivacità di questo evento, con la partecipazione di tanti giovani –  ha detto don Paolo Auricchio – La chiesa è attenta allo sviluppo armonico della persona umana e lo sport è un modo sano per educare le nuove generazioni». Alla tavola rotonda hanno partecipato anche l’assessore quartese allo Sport e Pubblica Istruzione Mimmo Tiseo, oltre a Tiziana Apicella e Alessandra Del Giudice in rappresentaza dell’associazione Libera di don Ciotti, che hanno portato una serie di esempi di come sono stati recuperati per fini sociali i beni sottratti alla camorra in provincia di Napoli ed hanno invitato i partecipanti a sostenere la campagna che sta portando avanti in tutta Italia Libera per l’uso pubblico dei beni confiscati. Solidarietà è stata espressa anche da Cgil-Cisl-Uil dell’area flegrea ed al termine della tavola rotoda si è tenuta la marcia verso l’ex cementificio.

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