Al Maschio Angioino di Napoli “Miseno”, una mostra dell’artista Vincenzo Aulitto

Sarà inaugurata domani, giovedì 11 giugno alle ore 17,30, la mostra dell’artista Vincenzo Aulitto, nella sala Carlo V del Castel Nuovo (Maschio Angioino) di Napoli.
La mostra resterà aperta fino al 29 giugno e osserverà i seguenti orari: dalle 9 alle 19 dal lunedì al sabato. Ultimo orario utile per l’entrata: ore 18.
Il catalogo, edito da inac/ulisse & calipso, contiene testi di Vitaliano Corbi, Erri De Luca, Anita Pepe e Aniello Montano, poesie di Mimmo Grasso e Mariella Tafuto, un’intervista di Diana Gianquitto, un profilo di Nicola Magliulo.
Le foto sono di Fabio Donato.


La mostra ha per tema il mitico promontorio che prende il nome dal trombettiere di Enea, morto, secondo la leggenda, nelle acque del golfo di Pozzuoli (una leggenda italica che Virgilio inserisce nel sesto libro dell’Eneide, vv.226). Miseno osa sfidare Tritone nel suono della tromba, per questo viene punito dagli dei e fatto annegare in mare; il corpo viene subito ritrovato ed Enea, angosciato dalla morte dell’amico, organizza un solenne funerale (il profilo del monte somiglia a un tumulo). In seguito a questo evento e secondo la profezia della Sibilla cumana l’eroe troiano trova nel vicino bosco il ramo d’oro che gli permetterà di accedere all’Ade nell’Averno.
Il promontorio di Miseno, da sempre, si dispiega in tutta la sua bellezza davanti alla finestra del mio studio, ed è un’immagine che fa ormai parte della mia quotidianità. Da me è stato “rappresentato” in tanti modi, non solo per le sue caratteristiche estetiche e naturalistiche, ma anche perché Miseno rappresenta, come tutte le montagne, l’altura, simbolo della ricerca spirituale dell’uomo.
Nella mostra saranno esposti 15 lavori su carta di piccole dimensioni, che sono i “bozzetti”, le idee grafiche che hanno introdotto il tema principale, e una serie di opere di cm 70×50 su tela, in cui il profilo della montagna si svela ogni volta in situazioni immaginifiche e oniriche.
Sei/sette opere di medie e grandi dimensioni, dalle forme tridimensionali e collocate a parete o nello spazio, trattano il tema della natura del luogo, forme e superfici intrise di terre vulcaniche e vegetali.
Nella mostra verrà presentato un video che riprende una tromba che affonda nel mare lentamente (metafora di questi nostri giorni?). Il video è stato realizzato in collaborazione con Costantino Sgamato, giovane vincitore di “A corto di donne”, rassegna cinematografica napoletana, e la colonna sonora è di Walter Maioli, autore delle musiche antiche nel film “Il gladiatore”.

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