Taranterra di Mimmo Grasso al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

persico Il 19 aprile, nel corso della “Settimana della cultura” organizzata dal Museo Archeologico Nazionale d’intesa col Ministero per i Beni Culturali, nella sala del Toro Farnese, si presenta Taranterra, di Mimmo Grasso (ed. ilfilodipartenope).
Si tratta di un testo di poesia sulla possessione e il dionisismo, stampato a piombo (caratteri mobili) e con incisioni dell’artista Mario Persico. La copertina è stata ottenuta impastando la carta con sabbia di un termitaio africano al fine di ottenere il colore rosso che il vento di scirocco porta spesso in Italia.
I relatori saranno Katia Ballacchino, antropologa, Marcello Colasurdo, cantatore, Roberto Melini, archeologo della musica, Giuseppe Tortora, filosofo, Antonio Vitolo, psicanalista. L’opera, dunque, sarà analizzata con il contributo di varie discipline.
“Taranterra” rappresenta la sintesi di ricerche effettuate sul campo dall’autore (poeta, saggista, operatore interculturale) che, durante un viaggio personale verso l’archeologia della poesia e del linguaggio, in Calabria, entrò in contatto con i poeti-pastori di lingua greca dell’Aspromonte, di cui parlò negli anni ’70 Pasolini, per poi frequentare i residui dei tarantati del Salento e le etnìe del Nordafrica con cultura magico-rituale. E’ tuttavia in Campania che il poeta ha ritrovato reperti di manifestazioni neuromotorie, il “tempo sacro” talvolta avvertito nell’area vesuviana come, ad esempio, durante la Festa della Madonna dell’Arco e dei Gigli di Nola.

Il testo è strutturato con ritmi che evocano quelli arcaici e che si ritrovano, senza che gli esecutori popolari ne siano a conoscenza, nelle figure delle tammurriate e nel battito del loro “piede metrico”toro-farnese-066.

La “Sala del Toro Farnese” , detta anche “montagna di marmo” – montagna sotto la quale sarà “data la voce”- è gremita di simboli in tema col lavoro poetico di Grasso così come del resto lo è l’intero Museo Archeologico di Napoli in cui, ad esempio, il visitatore potrà vedere, creando collegamenti con “Taranterra”, la “Divinazione magica” e i “Danzatori” o la coreutica dipinta sul “Vaso a figure rosse e nere” di Ruvo di Puglia.

Alla presentazione seguirà un’azione ai piedi del gruppo scultoreo del “Toro” (che rivedrà baccanti sotto i suoi zoccoli dopo duemila anni) consistente in una breve processione rituale che si collegherà a una tammurriata popolare. Otto le danzatrici coinvolte: Chiara e Suena Carnevale, Valeria De Rienzo, Sara Frazzica, Francesca Gaetano, Imma Nazzaro, Emily Parisi, Loredana Russo. Gli strumenti tipici della tradizione campana saranno suonati da Bruno Senese e Davide Carnevale.

Taranterra, di Mimmo Grasso (ed. ilfilodipartenope)
domenica 19 aprile 2009 ore 10,30

interventi di:
Katia Ballacchino (antropologa),
Marcello Colasurdo (cantatore),
Roberto Melini (archeologo della musica),
Antonio Vitolo (psicanalista),
Giusepe Tortora (filosofo)

Azione coreutica e musicale degli “Echi Flegrei”.

Museo Archeologico Nazionale, Piazza Museo, 19 Napoli
(aula didattica e Sala del Toro Farnese

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