“Io, medico, non denuncio”: il sindaco di Quarto Sauro Secone lancia la campagna di solidarietà per gli immigrati.

«Io, medico, non denuncio». E’ lo slogan che ha scelto il sindaco di Quarto, Sauro Secone, nella sua veste di medico, avviando una raccolta di firme per sensibilizzare i suoi colleghi al rispetto del giuramento di Ippocrate, che impone a chi esercita la professione medica di prestare soccorso a chiunque ne abbia bisogno, evitando di denunciare i cittadini extracomunitari.

«Da Quarto lanciamo questa campagna di civiltà per dare un esempio in controtendenza rispetto a chi vorrebbe l’uso del bastone nei confronti dei cittadini stranieri, ai quali invece noi tendiamo la mano – ha detto il primo cittadino – E’ tempo di dare risposte concrete a questa sorta di aggressione culturale in atto nel nostro Paese». Il messaggio è stato lanciato durante la conferenza stampa di presentazione dell’ambulatorio per le malattie infettive rivolto agli Stp, gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio italiano (primo nel suo genere in Italia e finanziato dalla Provincia di Napoli con uno stanziamento di 18mila euro annui). L’ambulatorio di Quarto ha sede al primo piano del Distretto sanitario 59, al corso Italia, è aperto tutti i mercoledì dalle ore 17 alle ore 19.30 ed ha una popolazione di riferimento di oltre 8mila potenziali paziente in tutta l’Asl Napoli 2. Nel 2008, infatti, sono stati effettuate 8mila prestazioni di base a favore dei cittadini extracomunitari temporaneamente presenti sul territorio.
A margine della conferenza di presentazione, il sindaco ha dato il via alla raccolta di firme sottoscrivendo per primo, in qualità di medico, il documento «Io, medico, non denuncio».
Al taglio del nastro dell’ambulatorio erano presenti l’assessore alla Pace ed alle Politiche dell’immigrazione della Provincia di Napoli, Isadora D’Aimmo, il direttore generale dell’Asl Napoli 2, Raffaele Ateniese, il direttore generale dell’azienda ospedaliera «Domenico Cotugno» di Napoli, dottor Antonio Giordano, il direttore del Distretto sanitario di Quarto, Nunzio Racioppi ed il dottor Antonino Parlato, direttore del servizio epidemiologico dell’Asl Napoli 2. «In un momento in cui la legislazione nazionale va in senso opposto – ha detto Isadora D’Aimmo – determinando un calo preoccupante del 20 per cento della fruizione da parte dei cittadini extracomunitari della sanità, il nostro progetto-pilota rappresenta un piccolo contributo alla prevenzione e alla tutela dell’intera comunità, che speriamo venga esteso a livello regionale e anche nazionale, ricordando sempre che il diritto alla salute è inalienabile». Dello stesso parere anche il direttore generale del «Cotugno», Giordano, che ha evidenziato come l’ambulatorio di Quarto «sia il primo esempio di stretta sinergia tra aziede sanitarie ed enti locali», mentre il manager dell’Asl 2, Raffaele Ateniese, ha sottolineato gli stretti rapporti tra i medici flegreo-giuglianesi con associazioni internazionali come «Medici Senza Frontiere», con i quali sono state sottoscritte alcune convenzioni. Le attività dello sportello si svolgeranno in collaborazione con l’associazione «Arci-Ashiwa», da anni impegnata in progetti di integrazione sociale con gli extracomunitari e con la cooperativa «Agape» onlus.

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