Giovedì 22 a Quarto: “Io sono Saviano”. Lettura collettiva di Gomorra.

Nell’aula consiliare del Comune di Quarto farà tappa la manifestazione itinerante contro le mafie e le illegalità, con la lettura collettiva di brani tratti dal libro «Gomorra» di Roberto Saviano. L’iniziativa di Quarto, che si svolgerà il 22 gennaio alle 17.30, è stata organizzata dalle associazioni del territorio.

Io Sono Saviano è un movimento spontaneo ed apartitico, nato sul web dall’iniziativa di semplici cittadini accomunati dal desiderio di giustizia. E’ un fenomeno straordinario e sorprendente in quanto fortemente voluto e partecipato da persone comuni che hanno l’esigenza di dare un forte messaggio: “Noi non ci rassegneremo a sopravvivere in una realtà sempre più spesso inquinata dal malaffare”.

La manifestazione organizzata senza sponsor nasce dall’ispirazione nata da una frase di Rita Borsellino che Vi citiamo: La lotta alla mafia non può essere una distaccata opera di repressione di magistratura e forze dell’ordine ma deve essere un movimento culturale, morale, persino religioso che parte dal basso. E dunque dentro c’è il lavoro del giornalista, dell’insegnante, dell’assistente sociale, del sacerdote, di chiunque di noi faccia ogni giorno quello che può, quello che sa.Proprio come ha fatto Saviano.
Il movimento nasce anche dalla necessità di manifestare solidarietà nei confronti dello scrittore Roberto Saviano, e a Quarto(NA) approda in un momento storico mondiale dove l’esigenza di ripristino del diritto all’infanzia, alla salute e all’ambiente emersa tante volte dal libro “Gomorra”possa essere d’auspicio per il cessate il fuoco a “Gaza”. E’ importante evidenziare, però, che la manifestazione del 22 Gennaio rappresenta la prima di una serie di iniziative che proseguiranno attraverso il nostro Consiglio Comunale dei Ragazzi in diverse scuole sul territorio per tenere costantemente viva l’attenzione della società civile, per far sì che l’interesse mostrato in questa occasione non si esaurisca. Parlarne è importante. Far sentire il nostro dissenso lo è ancora di più. In Campania ci si è ormai assuefatti al fenomeno camorristico, lo si vive come qualcosa di ineluttabile, si danno per scontati anche i più piccoli soprusi, ci si è abituati a pensare che tutto ciò sia normale consuetudine e che nulla si possa fare per migliorare lo stato delle cose. La camorra è ormai infiltrata nelle pubbliche amministrazioni, nelle piccole e medie imprese, la camorra è radicata sul territorio perché sopperisce alle carenze di uno Stato che sembra fin troppo spesso dimenticare quale sia la sua funzione. Occorre gridare il dissenso verso ciò che, in maniera subdola, si è insinuato in un tessuto economico, sociale e culturale, corrompendolo dall’interno, in un paese come Quarto citato da “Gomorra” e alla ribalta delle cronache che hanno dimostrato non indenne all’interesse dei Casalesi.

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