Piano casa del Governo. Anche il Sunia area flegrea lo reputa inefficiente

La casa è una delle emergenze più gravi del nostro paese. L’assenza di una credibile politica abitativa frena lo sviluppo e determina squilibri sociali ed economici. A questo scopo le OO.SS. degli inquilini, nel rivendicare un nuovo Welfare abitativo che sappia coniugare politica dei redditi e diritto alla casa, anche alla luce del continuo crescere dell’incidenza degli affitti sui redditi (al 50%) che influisce pesantemente sui consumi, colpisce le fasce sociali più deboli ed indifese, ritengono che il tavolo di concertazione nazionale, previsto dalla Legge n°9/07, convocato dal precedente Governo Prodi, doveva essere, in maniera vigorosa , di sostegno al fabbisogno abitativo. Infatti, impegnava 45 milioni di euro circa per la Regione Campania e 550 milioni circa a livello nazionale, rispondendo così in maniera concreta ad una forte attesa sociale. La politica di opposizione è quasi del tutto inesistente, tranne che per la forte contestazione scolastica al decreto Gelmini già approvato, anche perché è venuto a mancare il confronto parlamentare.


Il decreto Legge n°112/08, convertito con decreto Legge 113/08, dell’attuale governo emanato per quanto concerne il piano Casa, ha cancellato quello realizzato dal precedente governo, sottraendo 550 milioni di euro destinati nel 2007 all’emergenza abitativa,, ed in particolare alle famiglie disagiate sottoposte a sfratto. Li ha impegnati in un fondo nazionale per finanziare un piano casa tutto da definire entro sei mesi, che dovrà successivamente essere attuato dalle Regioni e dai Comuni. Vengono poi tolti 280 milioni già destinati ad alloggi in locazione a canone sostenibile nei contratti di quartiere. In realtà, il governo punterebbe ad una politica di speculazione abitativa ignorando il mercato degli alloggi in affitto. In più, è bloccata la graduatoria degli sfratti in prefettura, anche se la Corte Costituzionale è intervenuta in materia per assegnare la competenza alle regioni, sia per i fondi da destinare ai fitti sia per gli alloggi da assegnare agli sfrattati e i finanziamenti per la costruzione di nuovi alloggi.

A tal proposito il nuovo Governo ha varato una proroga sino a giugno 2009 per coloro che sono in fitto privato ed hanno la finita locazione, da parte del proprietario, in base a decreto Legge 158/08. Bisogna superare definitivamente la stagione delle proroghe attraverso scelte che consentano in tempi certi un programma di edilizia agevolata e convenzionata per lo sviluppo degli alloggi in locazione.

Il governo ha elaborato un progetto e raggiunto l’accordo con le grandi società e la cordata di imprenditori o costruttori (come fece con la cosiddetta cartolarizzazione solo che allora vendette gli alloggi degli Enti previdenziali), per la realizzazione di nuovi alloggi da vendere al 70% ai privati cittadini in base ai valori del libero mercato locativo. Il restante 30% di edilizia andrà in affitto, sempre secondo il libero mercato, agli inquilini o cittadini che sono in forte disagio abitativo.

Nella realtà di quartieri ghetto non è possibile mettere in campo un piano di vendita o dismissione del patrimonio pubblico prima di averlo recuperato.

Il problema è a monte perché occorre finanziare le tematiche abitative attraverso i fondi ricavati da:

mancata registrazione dei contratti di affitto in locazione che sono circa 650 milioni di euro di evasione. Si aggiungono 350 milioni dell’IVA e 350 milioni circa della tassa del valore imposta catastale per una politica che rilanci un piano di edilizia residenziale pubblica, capace di sviluppare nuovi investimenti nel settore. Altro che la cancellazione che ha il carattere e la centralità della socialità!

Pertanto, bisogna uscire dal conflitto di competenze e ruolo istituzionale, come prevede il Titolo V della Costituzione che dà specifiche prerogative alle Regioni sul tema di edilizia pubblica. E’ stata elaborata una proposta forte in occasione del convegno pubblico, indetto dal Sunia che si tenuto il 21 novembre c.a. a Napoli presso il Salone della camera di commercio. Non si esclude una manifestazione, presso la Regione , anche creando un presidio di alcune centinaia di persone, affinché la Regione legiferi e intervenga finanziariamente sul drammatico problema della casa.

La politica del Governo Berlusconi sulla casa è quella di mettere insieme una lobby di imprenditori per svendere il patrimonio pubblico attraverso la Conferenza Stato e Regioni e il convincimento di alcuni Presidenti delle Regioni .Con i proventi della vendita (naturalmente solo per realizzare i loro affari o presunti interessi) costruire nuovi alloggi che certamente non andranno alle fasce sociali meno abbienti. Inoltre, si dovrebbe spiegare bene perché non è stato specificato nel nuovo decreto con quali modalità avverrà l’acquisto, dal momento che la vendita è disciplinata dalla Legge n°560/93 e la Legge regionale 24/03 che prevede alcune facilitazioni all’acquisto. Invece in base al nuovo decreto 113/08, la determinazione del prezzo di vendita delle unità immobiliari dovrebbe avvenire in proporzione al “canone di locazione”!

Si sta diffondendo, anche attraverso i mass media, che Berlusconi darà la casa a tutti.

Il Sindacato, che è sempre attento a queste problematiche, darà una risposta unitaria, forte e propositiva in alternativa a questo disegno politico iniquo e dannoso per i cittadini.

Il problema vero è che non si finanzia una politica abitativa, perché senza fondi non si può realizzare nulla. Ribadiamo che occorre un fondo sociale (come quello della ex Legge Gescal) attraverso l’introito della registrazione dei contratti e le relative tasse sulla casa, per far fronte alla carenza degli alloggi ed in maniera prioritaria alla situazione degli sfrattati, anche perché non possono reggere il peso della locazione e sono circa 7.500 i cittadini sfrattati per morosità nella provincia di Napoli, mentre circa 700 mila sono quelli per finita locazione a livello nazionale. Si impone in questo contesto e va risolto in sede regionale l’Anagrafe dell’utenza, non più rinviabile, e il problema della regolarizzazione dei nuclei familiari che, senza titolo, abitano negli alloggi pubblici. Limitatamente però a quelli che hanno i requisiti necessari che rendono possibile e legittimo tale provvedimento.

Mai come in questo frangente ci troviamo di fronte ad una emergenza abitativa, essendo i patrimoni pubblici privi completamente di progettazione e delle gare d’appalto con affido alla manutenzione costante specialmente per la prefabbricazione pesante. Pertanto, è necessario una adeguata gestione e manutenzione, reperire fondi indispensabili, anche attraverso i finanziamenti previsti con i contratti di quartiere a livello nazionale o fondi europei. Con la razionalizzazione della spesa, la programmazione e i dovuti controlli sull’utenza, si scongiurano eventuali morosità, si possono utilizzare i fondi ricavati dalla riscossione dei canoni di locazione si garantisce la qualità degli alloggi.

Occorre sostenere i piani di intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria per l’edilizia pubblica, per le condizioni precarie in cui versano i patrimoni abitativi, incrementare il fondo all’affitto, ai sensi dell’art 11 della Legge 431/98, perché le famiglie ancora in affitto in Italia sono circa 3.500.000 e nella provincia di Napoli sono 248000 e di queste quelle che percepiscono il contributo sono 17.000 a fronte di 47.000 negli anni scorsi. Occorre accelerare le procedure dei bandi per la concessione dei contributi a sostegno degli affitti, destinare nuove risorse per la costruzione di nuovi alloggi E.R.P. non solo per soddisfare le esigenze dei cittadini, ma anche per la calmierazione del libero mercato, selvaggio senza regole e senza etica.Occorre la riforma o modifica della Legge 431/98, privilegiando un unico canale agevolato cioè quello concertato (3 anni+2), abolendo il canale libero (4+4), affinché domanda e offerta si incontrino e si possa sostenere un fitto equo. Solo così si può regolamentare il mercato delle locazioni.

Pozzuoli, lì 14 novembre 2008

Per il Sunia Zona Flegrea

Il Coordinatore

Gateano Palumbo

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