Monterusciello: l’arsenale del boss nascosto vicino alla scuola

Articolo da “il Mattino” del 21 novembre 2008 di Nello Mazzone. Misterioso ritrovamento, ieri mattina, a Monterusciello: in un’aiuola pubblica a pocchi etri da una scuola media, un gruppo di Lsu del Comune ha rinvenuto, nascosta tra le sterpaglie, una busta di plastica contenente un centinaio di proiettili calibro 9. La scoperta durante i lavori di potatura delle piante. Sull’episodio sta indagando la polizia di Pozzuoli: dai primi accertamenti della Scientifica è emerso che i colpi sarebbero di un’arma semiautomatica, con le ogive modificate per potenziarne l’effetto deflagratorio. Colpi modificati che potrebbero essere le munizioni dell’arsenale camorristico, utilizzato in precedenti azioni criminali dagli affiliati al clan Longobardi, attivo nella zona di Pozzuoli.

Le munizioni trovate a Monterusciello sono state anche confrontate con i bossoli rinvenuti in via Catullo a Toiano, sul luogo dell’agguato costato la vita mercoledì sera al pluripregiudicato 33enne Gennaro Izzo: dai primi accertamenti della Scientifica, però, è da escludere l’ipotesi che i bossoli appartengano allo stesso tipo di pistola. Prosegue, intanto, il lavoro degli investigatori coordinati dal pm Giovanni Conso della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, per scovare i killer che hanno ucciso Izzo. Gli agenti del vicequestore Antonio Canta hanno compiuto decine di perquisizioni nelle zone «calde» di Pozzuoli: rione Toiano, Monterusciello ed il quartiere dei cosiddetti «600 alloggi». Ed è probabile che possano essere stati proprio questi controlli rafforzati ed i numerosi posti di blocco disposti nelle ultime ore dalle forze dell’ordine nell’intera zona flegrea, ad aver fatto temere al possessore dei proiettili di poter essere scoperto. Per questo se ne sarebbe disfatto in tutta fretta, nascondendoli in una busta di plastica bianca, abbandonata tra le erbacce. Una inchiesta ancora alle prime battute, quella sui killer che poco dopo le 23 di mercoledì scorso sono entrati in azione in via Catullo, attirando in una imboscata Gennaro Izzo, in passato ritenuto vicino al clan Sebastiano-Bellofiore. Secondo gli inquirenti l’agguato potrebbe essere maturato nell’ambito della divisione delle piazze dello spaccio tra Toiano e Monterusciello. Sotto choc per quanto accaduto tre giorni fa è la compagna di Izzo, la 36enne T.A., che è stata interrogata a lungo dagli agenti ai quali la donna non avrebbe fornito indicazioni utili: la 36enne, in passato legata sentimentalmente ad un esponente del clan Longobardi, avrebbe spiegato che dopo aver sentito i colpi di pistola si è affacciata sull’uscio di casa per capire cosa fosse accaduto, ma ha trovato il convivente in una pozza di sangue, mentre i killer avevano già fatto perdere le proprie tracce. E questa mattina alle 10.30 verrà eseguita l’autopsia sul cadavere di Gennaro Izzo, mentre la Questura di Napoli non ha autorizzato la celebrazione in forma pubblica dei funerali del pregiudicato, freddato mercoledì notte sotto casa con 4 colpi di pistola sparatigli al torace, alle gambe ed in pieno volto.

Nello Mazzone

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