Procida e il dissociatore molecolare

Ricevo e pubblico un articolo di Salvatore Carnevale

Era il 29 maggio 2008, quando durante un incontro del Consiglio Comunale Procidano il Sindaco e l’intera Giunta (tranne l’Assessore all’Ambiente Strudel che contrariato aveva rassegnato le proprie dimissioni dalla Giunta) presentavano un video, che il Sindaco con tecnici “specializzati” pro dissociatore -convocati per l’occasione- aveva realizzato a Chicago che mostrava il funzionamento di un dissociatore molecolare da realizzare sul porto dell’Isola di Procida. La cittadinanza insorse e si formò un comitato di cittadinanza attiva contro il dissociatore.

Il Consiglio Comunale non deliberò lasciando sospesa la determinazione. Con molto senso civico il comitato organizzò un incontro pubblico con esperti ambientalisti per dimostrare che il dissociatore, riempito di tal quale, di fatto è un inceneritore a tutti gli effetti se non peggiore poiché la sua bassa capacità calorifica di combustione del tal quale produce comunque fumi, vapori e ceneri tossici alla salute.  Nel filmato presentato dal Sindaco era evidente con quali rifiuti si riempiva. Si dimostrò anche che il dissociatore molecolare è un non senso poiché dovrebbe bruciare solo l’umido che una volta separato dal secco potrebbe essere dato agli agricoltori che sono alla ricerca di organico, mentre il secco potrebbe essere riutilizzato con processi di lavorazioni capaci di produrre materiale utile da immettere sul mercato. Si susseguirono incontri pubblici, incontri con il Sindaco e rappresentanti della SEPA (società procidana di smaltimento dei rifiuti urbani) nonché azioni di sensibilizzazione per mostrare all’intera cittadinanza procidana la possibilità pratica di una buona differenziata per rendere l’isola di Procida ( circa 2 kmq, 11 mila abitanti con circa 2500 famiglie e la presenza di circa 1200 aree non edificate) un comune virtuoso nella gestione dei rifiuti a basso costo per i cittadini. Nonostante ciò, superata l’estate, il Sindaco ripropone il dissociatore ma questa volta non più sull’isola ma su un vecchio traghetto da ancorare tra Procida e Ischia oppura tra Procida e Monte di Procida. Quello che succede a Procida è molto chiaro, pur di non perdere l’affare e in nome del profitto ad ogni costo, si pregiudica non solo la salute dei cittadini ma anche un senso di partecipazione democratica degli stessi cittadini alle decisioni amministrative. In tutta l’Area Flegrea, compresa Procida, si sono concentrati dei saperi che dovrebbero essere l’orgoglio dei Sindaci, mentre vengono, invece, continuamente evitati e in alcuni casi addirittura allontanati dai Consigli Comunali utilizzando la forza pubblica come nel caso di Pozzuoli (vedi video su blog di Beppe Grillo). Ma i comitati e cittadini, di cui sopra, coordinandosi civicamente rilanciano organizzando con esperti internazionali una due giorni per mostrare che un ambiente possibile da amare può esistere. Al cinema Sofia il Coordinamento Civico Flegreo il giorno 23 ottobre con forme creative di alto valore artistico e di sensibilizzazione delle coscienze presenterà alla cittadinanza come i Comuni dell’Area Flegrea (compresa Procida) potrebbero utilizzare i rifiuti solidi urbani. Il 23 è una prefazione alla Tavola Rotonda del 30, sempre al Cinema Sofia, alla quale sono stati invitati gli amministratori dei comuni (compreso il Sindaco di Procida) per verificare la volontà politica di consorziarsi al fine di utilizzare fondi della Regione Campania, della Provincia e del Conai per progetti di riutilizzo del secco a seguito di una buona differenziata la quale fa a “cazzotti” con inceneritori o dissociatori di qualsiasi specie. I Sindaci e gli amministratori tutti saranno presenti? Ascolteranno le proposte dei comitati? Oppure sono talmente imbrigliati dai potentati economico-finanziari che preferiscono fare finta che i saperi e le rivendicazioni di partecipazione democratica non esistono? E’ forse vero che per chi amministra siamo ormai diventati dei sudditi da non avvicinare? Attualmente tra i partecipanti dei comitati gira una frase di Gandi che è sempre più attuale: << chi lavora per noi, senza di noi, lavora contro di noi>>.

Salvatore Carnevale

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