Il jazz di Marco Zurzolo sull’antico Rione Terra di Pozzuoli. Martedì 2 settembre (ore 21,00), “Sull’altra riva” concerto del sassofonista napoletano. Ingresso ad inviti.

Sarà Marco Zurzolo, sassofonista, ad inaugurare le due serate jazz sull’antico Rione Terra di Pozzuoli nell’ambito della rassegna di musica e teatro “Flegreinarte”. “Sull’altra riva” è il titolo del concerto che propone l’artista napoletano. Mercoledì, invece, il Rione Terra farà da scenario al concerto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in “Musica Nuda”.

Marco Zurzolo è nato a Napoli il 26 luglio del 1962, diplomato in composizione jazz e flauto al conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli.

Successivamente ha approfondito le sue conoscenze musicali nel campo jazzistico attraverso lo studio del saxofono. Negli anni ha attraversato molti generi musicali collaborando, in qualità di solista, con noti artisti: Pino Daniele, Zucchero, Roberto Murolo, Salomon Burkes, Chet Baker, Mia Martini, Gino Paoli. Numerose anche le sue esperienze in teatro con maestri come: Roberto de Simone, Luca De Filippo, Enrico Montesano, Peppe e Concetta Barra, Eugenio Bennato.

Nel 1995 inizia la sua attività di compositore incidendo per la Polosud il cd “Lido Aurora” che riscuote un buon successo di vendite e critica anche grazie al brano “Femmena Mimosa” che ha un’ottima diffusione radiofonica. Nel 1996 un suo brano “Salita Pontecorvo”, dedicato ad una via del Centro Storico di Napoli, viene inserito in una compilation per il restauro della Chiesa di S. Angelo a Nilo, patrocinata dal Comune di Napoli. Nello stesso anno realizza alcune musiche per la colonna sonora di “Pianese Nunzio di anni 14” un film di Antonio Capuano. Nel 1997 compone le musiche per lo spettacolo musicale “Trash” di Enrico Montesano e in seguito anche quelle per il dramma di Bertold Brecht “Vita di Galileo” (regia di Michele Del Grosso, produzione Fondazione Idis). Nel 1998 scrive le musiche per il film “Polvere di Napoli” di Antonio Capuano con Silvio Orlando e quelle per “Il Manoscritto di van Haecken” di Nicola De Rinaldo. Nel luglio del ’99 esce il suo secondo cd “Polvere di Napoli”, sempre per la Polosud, contenente alcuni brani del film. Nello stesso anno continua la sua attività di compositore per il cinema, vincendo il premio per le migliori musiche originali del III concorso del Video Creativo con i cortometraggi “Una mattina di Maggio” di Raffaele Esposito e “Sbraineff” di Domenico Ciruzzi. Nel teatro lavora per le musiche di “Little Peach”, monologo di Enzo Moscato, “La regina di Saba” e “Resurrezione” portati in scena dalla compagnia di Renato Carpentieri e “Riso Frizzante” di Tonino Taiuti. A giugno del ’99 è invitato a rappresentare Napoli alla Festa della Musica di Parigi ed un suo brano è inserito nella compilation ufficiale. Un anno dopo esce per le Edizioni Egea il cd “Ex-Voto” presentato ad Umbria Jazz. Nel gennaio del 2001 la presentazione del cd viene riproposta con due concerti in Egitto, al Cairo e ad Alessandria. Intanto la colonna sonora del film “Polvere di Napoli” vince il premio “Qualità del Ministero della Cultura” e la colonna sonora di “Resurrezione” vince il premio “Girulà” per le migliori musiche teatrali. Nel mese di luglio è invitato in Canada al “Festival International de Jazz de Montreal”. Partecipa anche al festival di “Pomigliano Jazz” inserendo, per l’occasione, nella sua formazione, il percussionista Don Moye. Nello stesso mese esce il suo quarto cd “Napoli ventre del Sud” per l’Egea, presentato anch’esso ad Umbria Jazz.

Nel 2005, per le Edizioni Egea, pubblica il cd “7 e mezzo”, un lavoro musicale “dove si respira una nuova aria, è un lavoro più intimista e romantico, sebbene il mio linguaggio e la mia ispirazione abbiano tratto ancora una volta grande energia da Napoli. Risale al 2006 il cd “Samara”, un lavoro nato in collaborazione col musicista Roscoe Mitchell.

L’ingresso agli spettacoli è per invito. Gli inviti possono essere richiesti alla Provincia di Napoli, Ufficio relazioni con pubblico (Urp): Via Diaz, 11; telefono 081.7949223; urp@provincia.napoli.it; http://www.provincia.napoli.it

A Pozzuoli, invece, possono chiesti nei seguenti punti:

  • Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli: 081/5266639 – 081/5262419 – azienturismopozzuoli@libero.it;
  • Assoturismo, c/o Hotel Agave Via SS 7/IV Domitiana Km 53+390, Pozzuoli: 081 5249961 – info@agavehotel.it;
  • Confesercenti Area flegrea in via Celio Rufo 16 , Pozzuoli: 320 285 09 72 – info@confesercentipozzuoli.com;
  • Ascom Pozzuoli c/o Gioielleria Addati – Corso della Repubblica 105,
    Pozzuoli: 081 5260196 – vinsadd@libero.it
  • Casartigiani: 081 3030362 – falcettigiovanni@libero.it

Per informazioni: http://www.flegreinarte.itinfo@flegreinarte.it

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Sono disponibili foto e curriculum completi degli artisti

Per l’accredito dei giornalisti e per maggiori informazioni:

393.5861941 – 339.5445737

ufficiotsampa@cirobiondi.it

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Il Rione Terra. Il passato

Il Rione Terra è da sempre il cuore di Pozzuoli. Il nome deriva dall’uso medioevale e marinaresco di indicare “terra” il villaggio o la città, quasi come opposta tout court al mare. Secondo il geografo greco Strabone, vissuto nell’età di Augusto, Pozzuoli era stato uno scalo navale dei Cumani.

Il piccolo porto a ridosso della rupe puteolana iniziò a mutare a causa di Roma. Durante la seconda guerra punica, essi rinnovarono questa conoscenza allorché fecero dell’acropoli il caposaldo della difesa romana della costa, con il compito di impedire ad Annibale, di conquistare la costa. L’insediamento militare romano sulla rupe si consolidò presto in città con la deduzione, nel 194 a.C., di una colonia di cittadini romani, probabilmente i veterani scipionici di Zama. La sua funzione di grande porto dei rifornimenti alimentari anzitutto, e poi di ogni altro genere di merci, per i bisogni del centro di un Impero sempre più esteso rende conto dei frequenti interventi del governo centrale nelle sue vicende. Uno dei problemi centrali del periodo tardo antico in tutta l’area è, ovviamente, quello del bradisismo e delle sue fasi. Sul Rione Terra, la crisi dell’organismo urbano si riflette in fenomeni come l’abbandono di alcuni settori di abitato, pur centrali nel tessuto del quartiere, e nell’obliterazione di assi stradali. Con l’invasione di Alarico (410 d.C.) poco dovette toccare il Rione, i cui edifici sopravvissero per ospitare, in posizione più difesa, arroccati intorno al vescovo e alla chiesa installatasi tra la fine del V e gli inizi del VI secolo nell’antico Capitolium, gli ultimi abitanti della città. La fase successiva registrata nell’ambiente vede, tra l’VIII ed il IX secolo d.C., il mare invadere l’area, ormai a ridosso di una vera spiaggia. Il compito di sostenere Pozzuoli passa, a partire dall’alto Medioevo e tranne che per brevi periodi, a Napoli. Un radicale mutamento intervenne tra XV e XVI secolo. Una serie di forti terremoti (1448, 1456, 1488) accompagnò la crisi bradisismica dell’inizio del cinquecento ed i gravi danni conseguitine spinsero i Puteolani a chiedere al re di Spagna (e ormai anche di Napoli) nel 1503 di poter costruire le loro case in un luogo più sicuro. Quando arrivò la concessione regia (1511) nacque così il Borgo. La fase sismico-vulcanica culminò, com’è noto, con l’eruzione del 29 settembre 1538 che diede origine al Monte Nuovo e provocò ingenti danni alla città, i cui abitanti si rifugiarono in gran parte a Napoli.

Preoccupato della sorte di un centro la cui funzione strategica era stata ancora pochi anni prima (1520) evidenziata da una incursione di pirati barbareschi, il viceré don Pedro de Toledo (1532-1553) promosse la rinascita della città sia facendovi ritornare gli abitanti. Questa fase di rinnovamento, che coincise con la riscoperta dei Campi Phlegraei e del mito di Virgilio da parte della cultura europea, si prolungò per oltre un secolo. Subito dopo cominciò però per l’abitato sull’acropoli una fase di nuova stagnazione che fu accentuata dal trasferimento fuori del Rione, a seguito dell’espansione di attività che coinvolse la costa, dei maggiorenti cittadini. L’esplosione di modernità che con l’industrializzazione (i cantieri Armstrong sono del 1866) investì Pozzuoli, non senza conseguenze notevolissime pagate in termini di uso e abuso del territorio, relegò il Rione Terra a quartiere periferico. Trasferitesi a valle progressivamente le attività economiche ed amministrative, accanto al Vescovado l’unica funzione urbana residua fu quella della Pretura (1896). La vita sul Rione Terra è continuata così nel ventesimo secolo in maniera sempre più precaria, e le condizioni del quartiere erano già di degrado quando si abbatterono prima l’incendio del Duomo (16 maggio 1964) e poi le vicende del bradisismo del 1970 e del 1980.

(fonte: comune.pozzuoli.na.it)

Il Rione Terra. Gli scavi

Prima della nuova campagna di scavi archeologici iniziata nel 1993, contestualmente ai lavori di recupero e valorizzazione del quartiere avviati dalla Regione Campania, dopo che questo, come è noto, era stato evacuato dagli abitanti, il 2 marzo 1970, per la prima volta dopo oltre 2000 anni di vita ininterrotta, a seguito di una crisi di bradisismo, erano – nonostante la ricchezza di fonti storiche – ancora ben poche le testimonianze materiali della colonia romana presenti sul Rione terra.

La scoperta più importante era stata, a margine dei lavori avvenuti dopo l’incendio della cattedrale, certamente quella del tempio d’Augusto e del più antico Capitolium in tufo, venuto alla luce al di sotto del tempio marmoreo.

Lo stato delle conoscenze appare chiaramente nella pianta archeologica pubblicata da P. Sommella nel 1978, Negli stessi anni il Camodeca rivedeva l’ingente patrimonio epigrafico puteolano e la Soprintendenza Archeologica di Napoli (F. Zevi e C.Gialanella), avviava la realizzazione di una propria carta archeologica del territorio puteolano.

Altre scoperte avvennero dopo il terremoto del 1980, allorché la presenza di strutture antiche impose l’arresto dell’azione demolitrice delle ruspe del Genio Civile, e nuovi scavi vennero intrapresi dalla Soprintendenza Archeologica in via Pesterola, a valle di via Duomo.

Gli scavi del Rione Terra hanno messo in luce notevoli tratti di strade, sia lungo il percorso del decumano mediano e in qualche punto di quello di Via Duomo, sia lungo il cardine di Via San Procolo, e a margine di esse sono tornati in luce, in eccellente conservazione, i fronti delle insulae antiche, restate a lungo in uso fino ad età tardo medievale e poi passate a far da fondazione ai fronti dei fabbricati di età barocca. La prima cosa che colpisce chi percorre queste stradine è la differenza con le città vesuviane. Chi abitava questi quartieri? Non è facile dirlo. Al pian terreno di queste insulae, dietro le cadenzate sequenze di pilastri laterizi non s’intravedono ingressi di case patrizie, ma solo magazzini e tabernae. Al di sotto si sviluppa spesso un altro piano, talvolta anche due, di cisterne e cunicolo scavati nel tufo, certo anche in quest’area risalenti alla fondazione della colonia, per immagazzinare acqua piovana prima della costruzione dell’acquedotto.

Dal 2002 è inaugurato un suggestivo percorso archeologico sotterraneo che consente di percorrere uno dei decumani principali ed un cardine minore dell’antico tessuto urbano e di scoprire osterie, depositi di merce e botteghe, tra cui un “pistrinum” con intatte le macine in pietra vulcanica adoperate per il grano. Dagli scavi sono emersi numerosi frammenti architettonici ed una serie di sculture in marmo pentelico, copie romane di originali greci di età classica, ora esposte nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei presso il Castello di Baia.

Dal febbraio 2004 il percorso di visita si è arricchito di nuovi itinerari. Nei sotterranei del Palazzo Migliaresi, sede del comune di Pozzuoli, e lungo il decumano, sono visitabili gli “ergastula”, una serie di anguste cellette destinate agli schiavi, una di queste conserva tracce di pitture (due gladiatori a carboncino) e due versi attribuibili al carme V di Catullo. In un grande edifico è stato rinvenuto un larario sotterraneo, affrescato con la rappresentazione delle dodici divinità dell’Olimpo, con adiacenti alcuni ambienti destinati a magazzini e taverne.

(fonte: comune.pozzuoli.na.it)

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