Le note Chopin e Mendelssohn per Flegreinarte. Esegue il pianista Roberto Prosseda. Lunedì 1 settembre (ore 21,00), al Tempio di Apollo, sulle sponde del Lago d’Averno a Pozzuoli. Ingresso ad inviti.

Lunedì 1 settembre, alle ore 21,00, il pianista Roberto Prosseda interpreta Chopin e Mendelssohn in un concerto al Tempio di Apollo, sulle sponde del lago d’Averno a Pozzuoli. I Lieder ohne Worte, noti in italiano con la traduzione di “Romanze senza Parole”, sono le più celebri composizioni pianistiche di Mendelssohn. Queste le caratteristiche: cantabilità di chiara origine vocale, carattere narrativo e struttura semplice. Tutto questo pensato per il solo pianoforte, e quindi in assenza di un testo: una forma artistica di approfondita ricerca poetica e intellettuale. E, a ben vedere, possono effettivamente considerarsi vicine ai Lieder ohne Worte molte altre composizioni pianistiche del periodo romantico, a partire dai Notturni di Chopin. Proprio sulle somiglianze, spesso sorprendenti, tra i brani di Chopin e di Mendelssohn si basa l’impaginazione del programma del concerto di Pozzuoli.

Roberto Prosseda ha recentemente guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle due incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn, unanimemente elogiate dalle più autorevoli riviste specializzate (American Record Guide, Fanfare, Diapason, Fono Forum, Amadeus). Nella stagione 2006/2007 è stato protagonista del Mendelssohn Discoveries tour, una serie di concerti in Europa, Cina e America, tra cui la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Berlino e il Gewandhaus di Lipsia, in cui ha presentato più di 15 brani di Mendelssohn in prima esecuzione assoluta. Ha, inoltre, suonato come solista con la Filarmonica della Scala, la Mozarteum Orchestre di Salisburgo, l’Orchestra Santa Cecilia di Roma, la Royal Liverpool Philharmonic, i Berliner Symphoniker. In Italia ha tenuto concerti per il Teatro alla Scala, l’Orchestra Verdi e Serate Musicali di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino e gli Amici della Musica di Firenze, l’Unione Musicale di Torino, il Teatro Comunale di Bologna, il Festival Pontino, il Festival Pianistico di Bergamo e Brescia, la Biennale di Venezia.

Nato a Latina nel 1975, ha intrapreso gli studi di pianoforte con Anna Maria Martinelli e Sergio Cafaro. Alla sua formazione hanno contribuito Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Alexander Lonquich, William Naboré, Boris Petrushansky, Franco Scala, Charles Rosen, Karl Ulrich Schnabel, Fou Ts’ong, docenti con cui ha studiato presso l’Accademia Pianistica di Imola, l’International Piano Foundation e ai corsi di Sermoneta. Si è affermato in vari concorsi internazionali (“Micheli” di Milano, “Casagrande” di Terni, “Schubert” di Dortmund, “Mozart” di Salisburgo).

Le sue recenti uscite discografiche comprendono, sempre per la Decca, un album chopiniano e un doppio CD con l’integrale delle Romanze senza Parole di Mendelssohn. I suoi prossimi impegni prevedono concerti come solista nella stagione sinfonica della London Philharmonic, della New Japan Philharmonic e della Gewandhaus Orchestre diretta di Riccardo Chailly, con cui inciderà il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn

L’ingresso agli spettacoli è per invito. Gli inviti possono essere richiesti alla Provincia di Napoli, Ufficio relazioni con pubblico (Urp): Via Diaz, 11; telefono 081.7949223; urp@provincia.napoli.it; http://www.provincia.napoli.it

A Pozzuoli, invece, possono chiesti nei seguenti punti:

  • Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli: 081/5266639 – 081/5262419 – azienturismopozzuoli@libero.it;
  • Assoturismo, c/o Hotel Agave Via SS 7/IV Domitiana Km 53+390, Pozzuoli: 081 5249961 – info@agavehotel.it;
  • Confesercenti Area flegrea in via Celio Rufo 16 , Pozzuoli: 320 285 09 72 – info@confesercentipozzuoli.com;
  • Ascom Pozzuoli c/o Gioielleria Addati – Corso della Repubblica 105,
    Pozzuoli: 081 5260196 – vinsadd@libero.it
  • Casartigiani: 081 3030362 – falcettigiovanni@libero.it

Per informazioni: http://www.flegreinarte.itinfo@flegreinarte.it

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Sono disponibili foto e curriculum completi degli artisti

Per l’accredito dei giornalisti e per maggiori informazioni:

393.5861941 – 339.5445737

ufficiotsampa@cirobiondi.it

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Il Tempio di Apollo

Il tempio di Apollo è un’imponente edificio termale risalente alla seconda metà del II secolo d. C., che si inserisce in un complesso termale di epoca precedente (inizi I secolo d. C.). Attualmente appare fortemente danneggiato ed in parte sprofondato a causa del bradisismo. L’edificio è collocato proprio sulle sponde dell’Averno, anche per utilizzare le acque del lago, che mescolate con quelle provenienti da sorgenti termali, alimentavano una grande vasca utilizzata probabilmente come frigidarium. L’edificio era a pianta centrale, ottagona all’esterno e circolare all’interno. Si articolava su due livelli: quello inferiore, non più visibile, caratterizzato da quattro piccole esedre e quello superiore, in parte ancora visibile, forato da quattro grandi aperture ad arco. Era coperto da una cupola, ormai crollata, le cui dimensioni erano di appena 5 mt. inferiori a quelle del Pantheon a Roma. L’edificio è realizzato completamente in opera laterizia e recava all’interno un rivestimento d’intonaco, di cui ancora restano tracce.

Il lago d’Averno

Il lago d’Averno è uno dei luoghi maggiormente legati alle figure di Omero, Virgilio e al culto dell’Oltretomba. Caratterizzato dalla forma ellittica tipica dei crateri-lago, è circondato da una fitta vegetazione che circonda i 2860 metri di perimetro del lago, per gran parte percorribili grazie a due strade. Un luogo senza dubbio suggestivo in cui la natura incontaminata si fonde con le tracce del mito che voleva il lago come ingresso dell’Ade (il Regno dei morti). Il nome del lago Averno è frutto del suo aspetto: l’etimologia riconduce a Aornis, ovvero “senza uccelli”, in quanto sembra che nell’antichità le esalazioni (ancora oggi presenti) fossero così intense da allontanare gli uccelli. La storia del lago è inoltre legata alla figura della Sibilla Cumana e alla mitica popolazione dei Cimmeri, popolazione che secondo la tradizione viveva rinchiusa in  antri per paura del sole e ne usciva solo dopo il tramonto: il ritrovamento di numerose caverne scavate nel tufo ha alimentato questa credenza. La frequente associazione della zona con gli inferi ha fatto sì che restasse disabitata almeno fino all’Età Augustea, quando Lucio Cocceio Aucto fece realizzare una galleria che portava fino a Cuma. La realizzazione del progetto diede il via al sorgere di numerose ville che giustificarono anche un complesso termale (II se. d.C.), di cui ci resta una grande sala ottagonale che fungeva da sala di intrattenimento. La sala termale (situata lungo la sponda orientale) è nota con il nome di “Tempio di Apollo” ed è coperta da una grande cupola (38 metri di diametro) di poco inferiore al Pantheon di Roma. In precedenza la zona era già stata dotata di un altro percorso militare che conduceva al lago Lucrino (il progetto era stato ideato da Marco Vipsanio Agrippa e risaliva al 37 a.c.). Il percorso, che attraversa la collina della Ginestra, è conosciuto come “Antro della Sibilla”.

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