Polemiche su ambiente e sprechi. Cosa passa sul blog/ I blogger non vogliono il termovalorizzatore e neanche le province. Le decisione di installare l’inceneritore ad Agnano è l’argomento che va per la maggiore questa settimana nella blogosfera

Nell’articolo di Francesco Nardi su corrieredelmezzogiorno.it è citato anche questo blog.

NAPOLI – Quando le proteste popolari – che si sarebbero dovute interpretare come il chiaro preludio di quanto poi è successo in tutta la regione – erano ancora tutte incentrate sulla costruzione del termovalorizzatore di Acerra, qualcuno fece notare che lo stanco adagio secondo cui i napoletani erano incapaci di indignarsi era finalmente scaduto e sorpassato. Si disse, quindi, che la spazzatura sarebbe stata la causa occasionale per la sveglia di una cittadinanza intorpidita dall’indifferenza e che l’impianto di Acerra si sarebbe dovuto definire termovalorizzatore di massa, tanto sarebbe riuscito ad accendere gli animi coinvolti nella protesta.

La cronaca riferisce che le cose non sono andate poi esattamente così. La regione intera è rimasta divisa, indifferente sempre ai casi dei vicini, e di nuova coscienza territoriale non s’è vista neanche l’ombra. Non deve destare sorpresa, dunque, se blogger del nord (di questi qui ci occupiamo) hanno usato toni forti nei confronti dei cittadini campani e delle loro responsabilità, se nella stessa regione afflitta dall’emergenza rifiuti le proteste, ragionevoli o meno, si sono sviluppate a macchia di leopardo, incendiandosi lì dove si sono via via minacciate installazioni di siti di smaltimento o convertimento, e nella totale indifferenza dei vicini, di quartiere in quartiere.

I blogger napoletani sono comunque coscienti che in qualche luogo pure ci si dovrà rassegnare ad ospitare gli impianti che servono, ma non resistono comunque ad esercitare il loro senso critico e ad innescare discussioni e dibattiti. EcoBlog, a questo proposito, scrive: «Lo so, la maggior parte delle persone storcerà il naso e penserà: “ma questi campani proprio non vogliono risolvere i loro problemi di smaltimento rifiuti”! Il punto è che non si capisce perché ma ai politici di turno viene sempre in mente di piazzare discariche e termovalorizzatori in zone che andrebbero invece preservate. Ecco Agnano, un ex vulcano spento, è uno dei polmoni verdi di Napoli dove sorge tra l’altro la riserva WWF degli Astroni.». Le decisione di installare il termovalorizzatore ad Agnano è dunque l’argomento che va per la maggiore questa settimana nella blogosfera. Volendo sintetizzare l’orientamento più diffuso, suffragato da decine e decine di interventi, si potrebbe dire che la grande maggioranza non ha molto da obiettare nel merito della soluzione ma pare che abbia ancora serie riserve circa il metodo con cui si scelgono i siti dove realizzare gli impianti ed il modo con il quale la sindaca Iervolino ha prospettato l’ultima decisione di installare un termovalorizzatore ad Agnano, evocando l’analogo impianto che sorge nel centro di Vienna senza però fare cenno del fatto che la quantita di rifiuti che finisce in quell’impianto è minima e che ciò che vi arriva è solo quanto non è più tecnicamente riciclabile. Maxso’s Blog, provocatoriamente scrive: «Se proprio non si può fare a meno di costruire questo inceneritore da 300 milioni di euro, io l’avrei realizzato a piazza del Plebiscito o sul lungo mare, perché una volta costruito potrebbe essere una meta perfetta per i turisti.

Dico questo, perché la Iervolino vuole convincere la gente che questo inceneritore non sarà una macchina mortifera proponendo come riferimento il termovalorizzatore di Vienna. Ecco dove sta l’errore, quello di Vienna sta al centro della città, non in periferia… A tal proposito, la X Municipalità Fuorigrotta-Bagnoli si è mobilitata per non far costruire questo inceneritore e molti comitati già stanno organizzando delle proteste. Diamo l’esempio Iervolino, la gente delle periferie si è stancata di sacrificarsi per il centro.». Dello stesso parere, avverso alla costruzione del termovalorizzatore ad Agnano, sono anche Ciro Biondi ed gli animatori del blog Campaniarrabiata. Questi ultimi scrivono: «Quella di Bagnoli-Agnano è stata una delle zone industriali principali della città fino a quando, negli anni 90, l’amministrazione ha cercato di recuperare la vocazione turistica dell’area smantellando le fabbriche lì presenti, a partire dall’Ilva e dall’Italsider. Solo che dopo venti anni il profilo economico della zona è comunque cambiato. Non vorrei che, con il nuovo termovalorizzatore, tutte le energie e i soldi spesi si rivelassero improvvisamente inutili».

La preoccupazione che desta il continuo spreco di denaro pubblico è un argomento sentito da molti. Tra questi ricordiamo in chiusura, ma ad altro proposito, il blogger Massimo Coppa che pensa all’abolizione delle province e scrive: «Un brivido di piacere mi ha percorso stamattina alla lettura, sul Corriere del Mezzogiorno, della ventilata ipotesi di abolire le Province coincidenti con le Aree Metropolitane, e quindi di abolire in primis la Provincia di Napoli. Siccome, però, è esperienza comune che ci troviamo di fronte ad enti inutili, ridondanti e costosi, io vorrei rilanciare: sogno, cioè, l’abolizione di tutte le Province d’Italia, e non solo di quelle di cui si discute.».

Francesco Nardi

25 giugno 2008

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Una Risposta to “Polemiche su ambiente e sprechi. Cosa passa sul blog/ I blogger non vogliono il termovalorizzatore e neanche le province. Le decisione di installare l’inceneritore ad Agnano è l’argomento che va per la maggiore questa settimana nella blogosfera”

  1. Fabio A. Says:

    Io non so se la “maggior parte dei blogger” è d’accordo sulla soluzione tecnica dell’inceneritore, ma se lo fosse farei di tutto per farla ravvedere.

    Esistono mille ragioni per non volere un inceneritore, nè in centro, nè in periferia, nè altrove. Mi rendo conto che parlarne in questi termini rende subito, chi scrive, uno “del popolo del no a tutto”, agli occhi di chi legge, ma se mi si volesse usare la cortesia di continuare a leggermi ancora per un po’, scevri di qualsivoglia preconcetto, tenterò di illustrare in poche battute perché no all’inceneritore ed al contempo comunque garantire un corretto trattamento dei rifiuti – o materiali post-consumo come si dovrebbero in realtà chiamare.

    Parto dalla base, saltando a pié pari tutte le problematiche degli inceneritori – sulle quali mi riservo di ritornare dopo: esistono alternative agli inceneritori, alternative che a parità di rifiuti trattati sono più economiche, che a parità di costo danno lavoro a più persone e che si costruiscono in minor tempo, nonché aventi impatto ambientale di svariati ordini di grandezza minore.

    Esatto, esistono alternative alla dicotomia inceneritori/discariche. Più che altro, tale semplificazione è del tutto fuorviante e non veritiera, perché un inceneritore avrà comunque bisogno di discariche nelle quali inviare il 30% della massa dei rifiuti che vi entrano, sottoforma di ceneri tossiche ed altamente tossiche. Discariche di rifiuti speciali, dunque.

    Dicevo, esistono alternative. Si chiamano impianti di Trattamento Meccanico Biologico, TMB, e servono, nella loro forma più semplice, a trattare la parte indifferenziata dei rifiuti, senza bruciare nulla e recuperando quanto più possibile. Alla fine del trattamento, vi sarà un materiale di scarto che ammonterà a circa il 30% della massa entrante, proprio come per gli scarti solidi degli inceneritori. La differenza sta nel fatto che gli scarti di un impianto TMB sono pressoché atossici ed inerti, mentre gli scarti solidi di un inceneritore sono altamente tossici!

    Ne parla anche greenpeace, fonte che troverai sicuramente attendibile.

    Non sto parlando di impianti futuristici, roba che “è per quelli che non sono in emergenza”, sto parlando di sistemi collaudati, sperimentati, efficienti, funzionanti.

    Ed economici, veloci da costruire, non inquinanti, facili da far accettare alle popolazioni. Il che spiega perché non ce li vogliono dare.

    Gli impianti TMB classici funzionano però solo a valle di una decente raccolta differenziata… ma non c’è problema, anche a questo c’è una soluzione: la tecnologia avanza, ed i problemi si risolvono. Esiste infatti una tecnologia che definirei “TMB avanzato”, capace di trattare il rifiuto indifferenziato, il tal quale, totalmente a freddo, recuperando più del 95% della materia. Si tratta della tecnologia ArrowBio, la stessa utilizzata a Tel-Aviv per smantellare l’enorme montagna di rifiuti che hanno accumulato appena fuori città. Qui si può visionare un video informativo in merito: video.

    Ecco dunque perché no agli inceneritori, senza neanche voler considerare tutte le ragioni di tipo sanitario: perché esistono alternative che i cittadini non opporrebbero! Se un politico fosse davvero interessato alla soluzione del problema, cercherebbe di evitare lo scontro con la cittadinanza ed anzi sarebbe ben contento di andarle in contro, sentendo l’esigenza di tutelare i suoi interessi attraverso quelli della cittadinanza.

    Ed invece così non è, perché attraverso il meccanismo degli incentivi statali, chi costruisce inceneritori guadagna un casino di soldi. Sarebbe un discorso troppo lungo da affrontare in un commento ad un post, ma se all’autore del blog può interessare, sono disponibile per approfondire insieme a lui l’argomento. Potrebbe essere magari possibile scrivere una serie di post in tema? Se vuole, in qualità di attivista informato e portavoce di svariati comitati, realtà scientifiche e civili, potrei fargli da consulente. O, magari, previa sua verifica s’intende, potrei essere io stesso a scrivere articoli sull’argomento, con tanto di riferimenti a documentazioni scientifiche.

    L’argomento è troppo importante per farlo passare sotto gamba… ogni giornalista attento dovrebbe sentire l’esigenza di approfondirlo.

    PS: ed intanto, in Francia, 400 medici hanno fatto bloccare l’apertura di un inceneritore.

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