Il consigliere provinciale Filippo Monaco dice no all’inceneritore di Agnano: “una scelta scellerata dal punto di vista ambientale e assolutamente poco opportuna”.

Sulla realizzazione del termovalorizzatore ad Agnano, deliberato ieri sera dalla Giunta Municipale di Napoli si registra un intervento assai deciso del consigliere Provinciale dell’area flegrea Filippo Monaco. La struttura va a ricadere in un’area a stretto confine con il Comune di Pozzuoli, tra l’oasi degli Astroni e il Vulcano Solfatara. Forte il no di Monaco alla decisione assunta dal sindaco Rosa Russo Iervolino. “Il nostro non è un no per partito preso, per il gusto di dissentire dall’ospitare un impianto a rischio. La posizione di diniego – spiega il consigliere Monaco, eletto nelle fila della Margherita e che in seguito ha aderito al Partito Democratico – discende da una attenta lettura della questione flegrea. Con l’insediamento ad Agnano del termovalorizzatore si andrebbe a completare il triangolo che io definisco della morte. Dalle nebbie di Pianura che hanno oscurato per 40 anni tutti i quartieri occidentali di Napoli con Pozzuoli e Quarto, agli odori nauseabondi di Cuma per via di un impianto Depuratore mai fatto funzionare secondo criteri di razionalità ambientale. E’ stato deturpato uno dei migliori litorali della nostra area, da Licola a Castelvolturno, reso non balneabile il mare, invivibile quelle zone ed ora mi si viene a dire che per ragioni di equità si è scelto Agnano. Scelta scellerata dal punto di vista ambientale e assolutamente poco opportuna per le ragioni di cui ho detto”.

Monaco puntualizza: “Il mare flegreo assorbe i liquami di tutta la città di Napoli con prezzi durissimi in questi anni: il collettore di collegamento dalla città a Cuma ha più volte ceduto. Per tali motivi si inquinò il litorale di La Pietra, guasto al collettore all’altezza della galleria Cumana e poi il lago d’Averno con cedimento delle tubazioni e sversamento dei liquami nello storico bacino. Non penso che queste siano cose da poco”. Il consigliere nella sua disamina e nell’articolare il suo diniego analizza anche altri temi: paesaggistico e turistico. “Non posso condividere la scelta per fattori ambientali ricadendo l’area ex spaccio Nato tra l’oasi degli Astroni ed il Vulcano Solfatara. Per impatto paesaggistico il termovalorizzatore è un elemento assolutamente non rispondente e poi ancora per fattori legati al turismo. L’area flegrea dagli enti sovraordinati è ritenuta a vocazione turistica con numerosi progetti in essere dal Rione Terrra al Porto di Pozzuoli ai percorsi archeologici-paesaggistici da attivare. Porre al centro dei Campi Flegrei un termovalorizzatore mi sembra la cosa più inopportuna”. E Monaco conclude amaro: “Credo che l’area flegrea abbia già pagato il suo pedaggio alle sperimentazioni tecnologiche, oggi mi sembra che sia giunto il tempo non di continuare con gli esperimenti fallimentari quali si sono rivelati Cuma e Pianura, qui se la memoria non mi tradisce doveva sorgere un centro internazionale per il Golf, ma di portare a compimento nel breve tempo quei progetti in essere per restituire dignità ad un’area e ad una popolazione che per troppi anni ha subito vacue promesse”.

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