Rifiuti: Cava di Chiaiano, i tecnici di parte: indagini approssimative ed incomplete.

“I dati forniti dalla struttura di governo sono assolutamente prematuri, sono incomplete le indagini decise dalla struttura di Governo e mancano del tutto gli esami che avevamo proposto noi e che erano stati accettati dal sottosegretario Bertolaso. Come uomini di scienza ci siamo posti nella massima disponibilità a collaborare, per evidenziare tutti gli aspetti critici della cava di Chiaiano in modo che anche se la decisione politica dovesse confermare la volontà di realizzare la discarica si potrebbe quanto meno avere la certezza di operare in sicurezza a tutela dell’ambiente e della salute pubblica”. Questo in sintesi quanto emerso dalla conferenza stampa svoltasi oggi nell’aula consiliare di Marano alla quale hanno partecipato (oltre al sindaco di Marano Salvatore Perrotta, al vicesindaco Massimo Nuvoletti ed al presidente della commissione ambiente di Napoli Carlo Migliaccio) i professori Giovan Battista de Medici, Franco Ortolani, Domenico Cicchella, il dottor Gese Milone e, con un messaggio inviato telefonicamente, l’ingegner Angelo Spizuoco.

Una conferenza stampa della quale si è avvertita
la necessità alla luce delle affermazioni riportate dagli
organi di stampa (ed attribuite ad una nota del Dipartimento
della Protezione Civile) dopo il tavolo tecnico del 17
giugno scorso secondo la quale la cava sarebbe idonea. Gli
esperti nominati dai comuni di Marano e Mugnano hanno
spiegato alla folta platea tutti i motivi di perplessità,
anche gravi, rispetto ai quali si è ancora in attesa di
chiarimenti da parte degli organi di governo.

Le anticipazioni fuorvianti.
—————————-

Il professor De Medici ha ripercorso le tappe del confronto:
“E’ evidente che l’indicazione di Chiaiano è stata fatta
senza indagini tecniche preventive. Al primo incontro ci
sono stati illustrati gli esami che l’Arpac si accingeva a
fare ed ai quali abbiamo partecipato, mentre al secondo
incontro – dopo i sopralluoghi – abbiamo indicato una serie
di indagini supplementari che ritenevamo fondamentali e che
erano state accettate dalla struttura di governo. L’altro
giorno, invece, mentre ancora siamo in attesa di poter
valutare di avere disponibilità dei primi dati (consegnati
soltanto oggi, ndr), abbiamo appreso di dichiarazioni di
idoneità fatte trapelare ai mass media. Allo stato le
indagini sono approssimative e auspichiamo di non doverci
trovare in contrapposizione frontale perché non è questa
la nostra intenzione, ma di certo non intendiamo piegarci a
posizioni strumentali, per la nostra dignità e per quella
di chi rappresentiamo. Abbiamo esposto una serie di dubbi
sia dal punto di vista geologico e tecnico che da quello
urbanistico: le carenze sono notevolissime; certo, tutto si
può risolvere, ma poi dipende dai costi. E’ stato detto
che la falda è a profondità di sicurezza: ma ciò conta
poco se il terreno è permeabile come hanno dimostrato le
assorbenze dei giorni scorsi di fronte a piovosità abnormi
concentrate in un solo evento. Insomma, ci sono problemi
evidenti e noi li sottolineiamo perché la nostra azione va
a tutela anche della Protezione Civile: occorre scongiurare
che chi ci deve proteggere commetta errori e faccia
interventi ad alto rischio”.

Contaminazione da piombo e antimonio.
————————————-

Il professor Domenico Cicchella, in base ai dati ricevuti
oggi dalla struttura di governo, ha evidenziato alcuni
aspetti preoccupanti: “C’è già una grossa contaminazione
di piombo e antimonio, non solo superficiali ma anche a
profondità prossime al metro e sessanta, dove si superano
di più di dieci volte i limiti di legge. Quindi ad oggi
c’è la certezza che, volendo allestire una discarica nella
cava, sarebbe necessaria prima la bonifica, che peraltro è
estremamente costosa poiché si tratta di rifiuti speciali
e tossici. Oltretutto, c’è una vasta casistica di aree
dove, essendo necessaria una bonifica preventiva, si è
preferito rinunciare proprio per gli alti costi, dovendosi
prevedere l’asportazione di un notevole strato di suolo.

Mancanza di studi trasportistici.
———————————

A tutt’oggi non risultano essere stati realizzati studi e
simulazioni per verificare l’impatto sulla rete viaria
nell’area urbanizzata tra Chiaiano e Marano. Aspetti sui
quali si è soffermato Gese Milone, stretto collaboratore
del professor Ennio Forte: “Nella zona in questione si
registrano 18mila veicoli in spostamento nelle fasce orarie
di punta sull’asse Marano-Napoli. L’effetto di 130-140
compattatori in movimento non risulta essere stato studiato,
né il loro cosiddetto “ingombro dinamico”. Non risultano
affrontati gli aspetti delle dinamiche e delle manovre,
eppure il dato trasportistico dovrebbe essere il più
oggettivo. Non risulta un piano logistico dei rifiuti e dei
flussi, né una simulazione dei flussi in uscita, né il
quadro delle origini e delle destinazioni dei mezzi, né
gli eventuali itinerari alternativi, né la
microaccessibilità della cava, cioè delle vie
dell’ultimo miglio. Non risultano studi sui tempi di
afflusso/deflusso dei compattatori nella cava, né sono
note ipotesi di regolazione dei flussi. Insomma, le
elementari nozioni di economia dei trasporti sono del tutte
ignote rispetto a quella che sembra essere stata una
decisione adottata senza le necessarie cautele urbanistiche
e che provocherebbe l’infarto della viabilità e gravissime
diseconomie da congestione”.

“Noi, tecnici “abusivi” al posto dell’Arpac”.
———————————————

Durissimo il giudizio del professor Ortolani: “Siamo qui da
“abusivi”, perché qui doveva esserci l’Arpac, cioè
l’ente che istituzionalmente tutela la protezione
dell’ambiente. Invece l’Arpac sembra aver sposato sin
dall’inizio la tesi di chi vuole realizare a tutti i costi
la discarica e di fatto nega persino i dati scientifici. E’
come se si scegliesse di sostenere un chirurgo che intende
operare senza nemmeno aver effettuato esami clinici al
paziente”. Il docente ha poi mostrato attraverso delle
slides i gravissimi rischi di tenuta delle pareti tufacee,
mostrando gli elementi che fanno ritenere più che
probabile lo scivolamento franoso di grosse fette di tufo,
alla luce delle fratture visibilissime con il laser-scanner.
Ed inoltre ha spiegato come sia ancor più preoccupante
che, essendo la falda a profondità di circa 150 metri, sia
ad alto rischio per la estrema permeabilità del suolo,
capace di assorbire in poche ore 800 millilitri di acqua
piovana. A ciò si aggiunga che, l’annunciato strato di
roccia avrebbe dovuto creare una falda intermedia a
profondità inferiori e che, non essendo stata riscontrata,
è evidente che l’acqua sia defluita fino alla falda
principale.

Rocciatori non qualificati per esprimere giudizi tecnici.
———————————————————

Altrettanto esplicito l’ingegner Spizuoco, intervenuto
telefonicamente che ha contestato come sia stato possibile
che l’Arpac abbia proposto come parere tecnico sulla
franosità delle pareti tufacee le indicazioni dei
rocciatori intervenuti nella cava: “I rocciatori, nella
migliore delle ipotesi sono soltanto in grado da un punto di
vista pratico di ispezionare la superficie del fronte di
cava e stabilire se la singola pietra e/o masso possa
crollare. Cosa ben diversa dall’accertare se può
verificarsi il crollo di massi di particolari dimensioni e
morfologia e/o il crollo riguardante migliaia di metri cubi
di materiale, come peraltro si è registrao pochi anni fa
in una cava distante poche decine di metri. L’Arpac non ha
fornito alcun calcolo di verifica di stabilità né i dati
di supporto a tale calcolo, per cui, il parere espresso non
è da ritenersi né valido né affidabile”.

Al termine degli interventi dei tecnici si sono susseguiti
poi numerosi contributi da parte dei vari comitati cittadini
che hanno ringraziato gli esperti di parte ed hanno
annunciato ulteriori iniziative.

Annunci

2 Risposte to “Rifiuti: Cava di Chiaiano, i tecnici di parte: indagini approssimative ed incomplete.”

  1. alvaraalto Says:

    a volte temo che tecnici non “di parte” non ne esistano più o siano ormai merce molto rara.
    anzi, ormai non riusciamo neanche più a capire quali tecnici siano di parte e quali no.

    io non so più a chi credere (riguardo inceneritori, discariche ma anche TAV, OGM, nucleare, ecc ecc)

  2. Mario Says:

    Si e’ verificato cio’ che temevo , il “POTERE” ha deciso e sta per rendere definitiva ed incontrovertibile la decisione.
    La cava di Chiaiano , non e’ adeguata ad ospitare rifiuti solidi urbani , e poi come specificava l’articolo di Ciro , vi sono questioni non secondarie come la mobilita’ dei compattatori in zona ogni notte…o mattina.
    Siamo difronte al classico inciucio al’italiana.
    Tanto vale rendere quella zona completamente non vivibile ed assegnare ai cittadini alloggi popolari…distanti dalla zona che sara’ infestata…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: