Pozzuoli, ecco la giunta comunale. L’accordo tra le diverse anime del Pdl dopo settimane di colpi di scena e veti incrociati

Articolo di Pino Taormina da “il Mattino” del 14 giugno 2008. Ha rischiato il naufragio, ma l’avvertimento e la minaccia del sindaco Pasquale Giacobbe di ratificare la lettera di dimissioni già pronta nel cassetto, ha avuto l’effetto desiderato. Il Pdl raggiunge l’accordo interno e mette il sigillo all’intesa, nonostante qualche malumore che prima o poi potrebbe tornare a galla. La lista degli assessori è, comunque, pronta: «Hanno finalmente trovato la quadra», annuncia Giacobbe. Cinque assessori al Pdl

(Paolo Tozzi, Carmine Morelli, Valerio Abussi, Vincenzo Aulitto e Francesco Maione), uno a testa ai socialisti (Michele Luongo), alla lista «Per Pozzuoli» (Luigi Fiandra), al Centro per le Libertà (Fulvio Frattasio), all’Udc (Camillo Falanga) e Repubblicani (Bernardo Maddaluno). Dunque una giunta a dieci senza l’indicazione iniziale del vicesindaco e il patto per dare a Tommaso Pollice (Pdl) la presidenza del Consiglio. «Aspettiamo ancora qualche giorno, anche perché fino alla prossima settimana non assegno le deleghe», dice Pasquale Giacobbe. L’accordo cruciale nel Pdl arriva nella notte tra giovedì e venerdì e cambia radicalmente le carte in tavola: cinque assessori (invece che sei) e la presidenza del Consiglio comunale che sembrava destinata ai partiti minori della coalizione. Tommaso Pollice, su cui pendeva il veto di una parte cospicua del Pdl, con una mossa a sorpresa fa dietrofront, accetta l’azzeramento del ruolo e dice sì alla presidenza del Consiglio. «Lo ringraziamo, ha mostrato grande senso di responsabilità istituzionale», dicono in coro Carmelo Cicale ed Ermanno Cossiga, nelle ultime ore protagonisti della rincorsa alla mediazione. Con l’uscita dalla giunta di Pollice, l’accordo su cui da settimane si arrovellano i dirigenti del Pdl è siglato. Probabilmente nella spartizione di incarichi e deleghe si è discusso anche del ruolo di city manager e del difensore civico. «C’è la quadra, i partiti hanno recitato quella parte da protagonista che io pretendevo. Spero che ora ritorni il sereno tra le componenti del Pdl», incalza Giacobbe. La “quadra” di cui parla il sindaco, però, «non soddisfa tutte le parti». Soprattutto se Francesco Maione, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia, non diventerà vicesindaco. E su questo pesa il veto di Luigi Cesaro. Vincenzo Figliolia, l’ultimo sindaco di centrosinistra della città, commenta: «Questa è una giunta che nasce già defunta – dice – Non solo non ha futuro, ma non ha neppure un presente. Si stanno sbranando per poche poltrone, cosa succederà quando dovranno discutere di questioni serie?». È ironico con il suo vecchio compagno nella Margherita, Giacobbe: «Ha sbagliato a non dimettersi, spero ci ripensi. Con l’aria che tira e con i personaggi di cui si è circondato, la sua non sarà una vita facile: è strangolato da imposizioni e ricatti». Ma Figliolia si scaglia anche contro quelli che definisce i «saltimbanchi della politica»: «Quanti voltafaccia, quanti personaggi che vorrei guardare in faccia e dirgli che dovrebbero vergognarsi». Un grande cruccio: «Avrei voluto essere in Consiglio comunale, non me lo hanno consentito. Ma il Pd è pronto al riscatto, è solo questione di tempo. Questa è una giunta a termine, e quando torneremo a guidare questa città dovremmo rimediare ai disastri che combineranno».

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