All’Ipr Marketing di Pozzuoli vengono lesi i diritti dei lavoratori. Un comunicato stampa della Nidil Cgil Area Flegrea

Lavoratori che attendono i propri compensi anche per dodici mesi.  Contratti dalla durata di un giorno. Paghe da quattro euro all’ora. Succede all’Ipr Marketing, società di ricerche di mercato e di sondaggi di opinione che opera a Pozzuoli con sede nell’ex “complesso Olivetti”, dove sono impegnati circa 30 lavoratori con una certa continuità, cui si aggiungono altre decine di lavoratori saltuari. “Qui vengono lesi i diritti più elementari dei lavoratori – denuncia in una nota la Nidil-Cgil di Pozzuoli, il sindacato delle “nuove identità di lavoro”, ossia dei lavoratori precari e meno garantiti – chiediamo l’immediato pagamento degli stipendi ancora arretrati e l’avvio di un confronto con l’azienda per la stabilizzazione dei lavoratori”.

Secondo le informazioni raccolte dall’organizzazione sindacale, i lavoratori impegnati come operatori telefonici, pur inquadrati con forme contrattuali meno tutelate come i contratti di collaborazione o progetto o come lavoratori autonomi, sono in realtà sottoposti a diversi vincoli di subordinazione, ‘avendo l’obbligo di rispettare orari e medie di produttività’. ‘Nei loro confronti – si legge nella nota del sindacato – viene esercitato un continuo controllo gerarchico sui tempi e sulle modalità del lavoro svolto, caratteristiche che, secondo le nuove linee interpretative del Ministero e la giurisprudenza che si va formando in materia, permettono di individuare il rapporto di lavoro come dipendente’.

Una situazione che si traduce nei fatti nella riduzione dei diritti (assenza di minimi salariali, minori indennità e contributi previdenziali, scarsissima tutela della malattia) e nella totale incertezza di proseguire il proprio lavoro. Alcuni contratti firmati, infatti, non superano la durata di un giorno, per poco più di 4 euro netti all’ora!

A pesare sull’immagine di uno degli Istituti di sondaggi più noti in Italia, che riceve commesse da Enti pubblici e da autorevoli quotidiani nazionali, è anche un’altra grave accusa: quasi tutti i lavoratori che hanno svolto prestazioni di lavoro presso l’Ipr marketing di Pozzuoli, anche per brevi periodi di tempo, lamentano notevoli ritardi nei pagamenti, che in alcuni casi sarebbero avvenuti anche dopo 12 mesi. Al momento sarebbero decine gli operatori call-canter che vantano crediti nei confronti dell’azienda. Un intollerabile trasferimento ai danni di altri del normale rischio di azienda, oltre che un inadempimento contrattuale.

                “La proprietà dell’Ipr si è finora rifiutata di individuare con le parti sociali percorsi di stabilizzazione di questi lavoratori e le opportunità offerte in tal senso dalla legge finanziaria fino al 30 aprile non sono state utilizzate. Un occasione perduta per dare stabilità ai lavoratori in modo concertativo’ – dichiara inoltre Dario Chiocca, responsabile territoriale di Nidil. ‘Da parte nostra restiamo disponibili al confronto, anche dopo un eventuale accertamento della subordinazione da parte degli Organi ispettivi.

L’Ipr Marketing non è certamente la sola realtà di Call-center sul territorio interessata dal fenomeno delle false collaborazioni. Il sindacato dei lavoratori atipici insiste nella sempre maggiore presa di coscienza dei giovani e dei potenziali lavoratori nel settore residenti nell’area flegrea, che ormai non sembrano più così disposti ad accettare lavoro sottopagato e inganni legislativi da parte delle aziende insediatesi negli ultimi anni a Pozzuoli. 

Il nostro obbiettivo – conclude la nota sindacale – è ora quello di far crescere la solidarietà attiva tra la cittadinanza e il sostegno da parte delle forze sociali e politiche alle ragioni dei lavoratori, contro qualsiasi ipotesi di ulteriori abusi o ritorsioni nei loro confronti. Quella dell’Ipr deve essere solo la prima vertenza tra i call center presenti sul territorio, dove non si rispettano le norme e i diritti.   

 

   

2 Risposte to “All’Ipr Marketing di Pozzuoli vengono lesi i diritti dei lavoratori. Un comunicato stampa della Nidil Cgil Area Flegrea”

  1. Diceva di chiamarsi Maria… (4) | Kelebek Blog Says:

    […] la discarica, il telefonista-telepanelista cammina su di un filo, con l’angoscia di caderci dentro in ogni istante. C’è un uomo là in alto, cosa fa? Cammina su di un filo… […]

  2. Franco Says:

    Ancora oggi vengono lesi i diritti dei lavoratori.
    Questa società è pessima, la sconsiglio a chiunque!! Pagamenti, se ricevuti, con ritardi mostruosi e solo sotto settimane di pressing telefonico!
    Per non parlare degli impiegati che praticamente vivono li’ dentro come dei schiavetti e quando poni loro qualche domanda, essendo praticamente distrutti di lavoro, riesco a malapena a capire.
    Pessima società, e mi auguro che quanto prima qualcuno indaghi sulla poca serietà, lo sfruttamento lavorativo e la mancanza di serietà del piccolo signor Noto, possa dar lui quello che merita.
    A lui e a tutte le società e gli imprenditori tristi che schiavizzano i propri dipendenti facenodi forti sulla attuale, pessima, situazione lavorativa Italiana.

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