Il successo del week end d’arte: migliaia di visitatori da Cuma al Rione Terra
Festa dei Campi Flegrei
Occorre passare dal turismo “mordi e fuggi” alla programmazione
I Campi Flegrei protagonisti assoluti della Festa dell’Arte promossa dall’assessorato al turismo della Regione Campania. Nel primo fine settimana di marzo, visite gratuite a oltre quaranta cantieri di restauro di cui undici nella zona flegrea: dal Castello di Baia allo scavo allo Stadio di Antonino Pio, dalla Necropoli di San Vito al cantiere della Torre don Pedro di Toledo. E’ stato il banco di prova della prossima stagione turistica per cui sono previsti importanti eventi. Nonostante i problemi di sempre, i Campi Flegrei dimostrano che il futuro passa attraverso il turismo e i beni culturali. Ma anche un esempio di come – attraverso una grande campagna pubblicitaria, un’adeguata organizzazione e collaborazione tra enti – si possono creare quelle occasioni necessarie a rilanciare turismo e sviluppo in una zona che per decenni ha creduto soltanto nell’industria, mettendo da parte natura e oltre due millenni di testimonianze. «Per la prima volta il circuito dei Campi Flegrei supera, in numero di visitatori in un solo fine settimana, il tour Pompei-Ercolano». A parlare è Franco Mancusi, amministratore dell’Azienda di cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli.
«Questo – continua Mancusi – è segno che il turismo di transito è la nostra forza. L’anno scorso un altro risultato positivo: l’incremento di visitatori del 24% rispetto all’anno precedente per i siti archeologici flegrei. L’assessore regionale ai beni culturali, Marco Di Lello, ha puntato molto sui Campi Flegrei e non a caso l’appuntamento più importante della ‘Festa dell’Arte’ si è svolto a Cuma con la presenza di studiosi di fama internazionale che hanno fatto visita agli importanti interventi di restauro del parco archeologico: dalla Crypta che porta all’Averno, al Capitolium. Al momento gli scavi hanno messo in luce solo il 30% dell’antica Cuma: quindi c’è ancora molto da scoprire. Il lavoro iniziato con questi cantieri personalmente lo definisco un “scavo generazione” poiché c’è da studiare e scoprire per decenni. Addirittura il professor Louis Godard, consigliere culturale della Presidenza della Repubblica, afferma che a Cuma c’è lo scavo europeo più importante di tutti. Il Capitolium e la Crypta sono cantieri che non sono mai stati aperti al pubblico e di conseguenza hanno suscitato interesse. Nella sola Cuma, in due giorni, abbiamo contato oltre 4mila presenze».
Mancusi si appella alla cittadinanza e ai giovani in particolare: «Bisogna capire che sotto i nostri piedi c’è una miniera che può procurare ricchezza economica e occupazionale. Stiamo organizzando la prossima stagione che si concluderà a ottobre. Avremo il coro del san Carlo impegnato con la “Carmen” e la “Cavalleria rusticana”, ma anche tanti eventi con “Flegrei in arte”. Allo stesso modo la Soprintendenza sta organizzando le ‘Notti Flavie’ e anche il Pit proporrà iniziative». «In una regione sempre più terra d’arte – ha commentato l’assessore Di Lello – il programma è stato realizzato per consentire anche a siti meno conosciuti di aprirsi al grande pubblico: così Cuma, città di Virgilio e della nascita dell’alfabeto, sta conquistando i viaggiatori. Ma è l’intera area flegrea che è stata ammirata in questa due giorni dimostrando che il turismo culturale è sempre più un settore fondamentale».
Ciro Biondi
Ancora una volta patrimonio ambientale e siti archeologici si confermano grandi risorse per lo sviluppo dell’area
Visita nel cuore dei Campi Flegrei
Week end d’arte a Monte Nuovo, Stadio e Rione Terra (senza Duomo). Il ruolo delle associazioni
Cultura e ambiente vanno a braccetto nella Terra del Mito. Le risorse naturali sono uniche e importanti come le giacenze archeologiche. «Si è sperimentata questa formula dei cantieri – spiega Francesco Escalona presidente del Parco regionale dei Campi Flegrei e responsabile degli investimenti del Grande Attrattore Culturale – perchè è giusto attirare il turismo culturale e ambientale anche dalle fasi di avvio del procedimento di sviluppo del territorio: i cantieri dureranno altri due anni. Il Progetto Inte-grato Territoriale, il Pit, insieme al Parco stanno contribuendo molto alla riscoperta dei valori inscindibili della tutela e valorizzazione dell’ambiente e della cultura dell’area flegrea».
Il Monte Nuovo è un esempio. L’Oasi naturalistica del monte più giovane d’Europa è stato uno dei siti più visitati per la festa di Artecard di inizio marzo.
Ad accompagnare i visitatori i volontari dell’associazione “Le Ali di Dedalo”. Oltre 300 visitatori divisi in gruppi di 25 in due giorni.
«In occasione della ‘Festa dell’Arte’ – spiega Sara Garofalo, presidente dell’associazione – sono stati aperti anche i 43 cantieri del Pit. Nel caso di Monte Nuovo si tratta di sei cantieri per i sentieri. 740mila euro di finanziamento della misura 1.9 del Por Campania. A beneficiarne è il Comune di Pozzuoli. Durante la due giorni sono stati esposti cartelloni e tavole progettuali, i volontari dell’associazione hanno spiegato la storia del sito e quella dell’oasi. Le visite si sono spinte fino a raggiungere il lago d’Averno, ripercorrendo l’itinerario di storia, natura, vulcanologia previsto dal progetto europeo Cultour Med per l’area flegrea».
Molto visitato lo Stadio di Antonino Pio – aperto al pubblico per la prima volta – costruito nel II secolo d. C. per gli “Eusebia”, una sorta di giochi in onore di Adriano, padre adottivo di Antonino.
«E’ stata una visita bellissima – ricorda Rita Scialdone dell’associazione “Flegreando” – al momento si può vedere ancora poco di quello che sarà lo Stadio dopo il completo recupero. Adesso si entra dal lato della Domitiana, direttamente su quella che una volta era la pista. C’era tantissimi visitatori interessati ad uno dei monumenti più importanti dei Campi Flegrei e che una volta terminati i lavori e restituito al pubblico attirerà numerosi visitatori».
Grande “assente” alla ‘Festa dell’arte’ (e quinto anniversario dell’Artecard) era il cantiere del Duomo. Annunciato anche nei pieghevoli diffusi in migliaia di copie, molti i curiosi che volevano vedere l’avanzamento dei lavori in uno dei monumenti-simbolo dei Campi Flegrei. «Abbiamo aperto la chiesa del ‘Coretto’ anche di sabato – dice Andreina Moio, presidente dell’associazione Nemea, i cui volontari fanno accoglienza nella piccola chiesa adiacente al Duomo – sono venute centinaia di persone che, una volta terminato il percorso archeologico al Rione Terra hanno visitato la nostra chiesa. Molti però volevano vedere il Duomo il cui cantiere era chiuso. Ma la forte richiesta da parte del pubblico dimostra anche l’attesa di riavere, finalmente, la Cattedrale di Pozzuoli nonché uno dei più importanti beni culturali non solo della Campania».
Ciro Biondi
Articoli pubblicati sul numero di aprile del mensile “Segni dei Tempi”.









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