Più che respirare la brezza marina, si subisce l’olezzo dei rifiuti lasciati dagli incivili. Mentre i Comuni non controllano

Costa fantasma da Coroglio a Lucrino

C’erano una volta il Lido Napoli e una stazione della Cumana. Traffico di giorno e di notte

Il Lido Napoli di Lucrino era una delle località turistiche più famose della zona. Uno stabilimento balneare storico, con annessa l’omonima stazione della ferrovia Cumana della Sepsa. Ma su tutto il litorale c’era la possibilità di bagnarsi tranquillamente: da Arco Felice – lido Augusto – fino a tutta la lingua di terra che separa il lago Lucino dal mare, chiamata via Erculea poiché secondo la leggenda venne tracciata proprio dall’eroe mitologico. Di fronte alla costa, l’antico Portus Julius, sommerso a causa del fenomeno bradisismico. Ora mito, storia e tradizione sono offuscati dai sacchetti di spazzatura e dai rifiuti depositati dai bagnanti. Già, i bagnanti, qui non mancano, anche a costo di respirare la brezza marina accompagnata dai cattivi odori dell’immondizia in fermentazione. «A Lucrino ci vengo da anni – dichiara Antonia Capuano, abitante a Toiano – ma più passa il tempo e più la situazione peggiora. La responsabilità è dei cittadini che lasciano i rifiuti in spiaggia senza comprendere che nessuno verrà a pulirla. Ma anche le istituzioni non fanno il loro dovere. Per esempio un po’ più avanti, nei pressi dell’ufficio postale c’era un’altra fermata della linea Cumana. È abbandonata da anni e la struttura, distrutta, dà un senso di abbandono che induce tutti a continuare a sporcare. È vero che non dovrebbe essere così, ma i cittadini si comportano istintivamente. Per cui gli enti locali oltre a provvedere alla quotidiana pulizia dovrebbero anche recuperare queste strutture». E dell’utilità di ripristinare la stazione di Lucrino si lamenta anche la signora Milena: «Può essere un utile mezzo di trasporto per Pozzuoli e per Napoli. Qui a Lucrino dobbiamo aspettare il pullman che deve fare un giro enorme nel traffico di Arco Felice. Basterebbe aprire questa stazione e si avrebbe meno traffico anche a Lucrino. Qui nei fine settimana è impossibile anche uscire di casa». E anche a Bagnoli le lamentele non mancano.
Dopo gli studi sulla presenza di elementi nocivi per la salute dei bagnanti, le polemiche e le manifestazioni dell’anno scorso, il mare sembra essere solo un elemento del paesaggio. Pochi bagnanti sulle spiagge che si sono riconvertite in locali notturni o in solarium e spazi attrezzati per il tempo libero. Il posto più attraente resta il pontile nord: gioia di sportivi, anziani e bambini.
Piena, invece, la spiaggia di levante a Coroglio: lì la spiaggia non è stata toccata dagli idrocarburi dell’ex Italsider grazie al pontile che congiunge Nisida con la Penisola.
Nel frattempo i bagnolesi aspettano la bonifica delle spiagge. Intanto proseguono i lavori urbanistici su via di Pozzuoli e sulla parallela linea di costa rimovendo i grossi scogli grigi, a pochi passi dal depuratore del Dazio.                                             

Ciro Biondi

 

Articolo pubblicato sul numero di luglio-agosto della rivista “Segni dei Tempi”

 


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