Lo zolfo è un elemento che si respira, un soffio che sembra venire dal profondo della terra e che entra nel nostro corpo. Ne sanno qualcosa i flegrei, abituati a “sentire” zolfo dalla nascita. E il libro di Mario Sirpettino, da cinquanta anni giornalista e scrittore, è un soffio di terra e di genti del passato. “Puteoli, la Roma di zolfo” è il suo ultimo libro (Kairos Edizioni). E’ un affresco della Pozzuoli di duemila anni fa: un’ accurata ricostruzione di un mondo vivo, di artigiani indaffarati nelle botteghe, commercianti, venditori ambulanti, banchieri, folle. Il periodo è quello che va dalla Seconda guerra Punica (anni in cui la colonia ellenica fa posto a quella romana) all’affermazione della Colonia Flavia Augusta, come porto dell’Urbe. “Non dare spazio alle ombre, ai fantasmi del passato – dice l’autore – ma fare strada alla storia, coi suoi eroi, con le sue follie, on i suoi protagonisti. Quella storia che è anima viva di ogni tempo e che continua col nostro presente”. Ed ecco che le illustrazioni del libro prendono vita: l’antica stampa dell’Anfiteatro si anima nel capitolo dedicato agli spettacoli dei gladiatori e per le venationes (le vere e proprie cacce alle bestie esotiche e feroci che si tenevano nell’Anfiteatro). E il cronista del 2000 inizia una cronaca di 2000 anni fa: le grida da stadio per il beniamino, il delirio della folla alla vista del sangue, misti a notizie storiche e aneddoti sugli imperatori che hanno amato la loro Colonia. Il viaggio continua al mercato, tra i mercanti, nelle necropoli ma anche nelle lussuose ville e tra i bagni di Baia.”La Puteoli” di Sirpettino può anche essere una moderna guida turistica per chi vuole viaggiare a ritroso nel tempo: aspetti sociologici, citazioni letterarie, curiosità. Ma anche una guida per chi, leggendo il passato e pensando al futuro, vuole conoscere una terra che “non appartiene solo a noi, ma all’Umanità intera”.
Ciro Biondi
articolo inedito









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