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Qui di seguito sono elencati articoli dedicati all’esperienza della Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli a firma di Ciro Biondi e pubblicati sulle seguenti riviste:
- “Sotto Sotto” - (ri)vista dal basso- giornalismo indipendente a-periodico degli studenti della Facoltà di Sociologia della Università degli Studi di Napoli Federico II. nr 3 – giugno 2006. Intervista a Ciro Biondi effettuata da Salvatore Dell’Aversano
- “Volinforma” – Rivista bimestrale di cultura e informazione per Napoli Città Sociale
Numero 11 – novembre 2006 - “Lavori in Movimento” - foglio d’informazione sul lavoro e la precarietà sociale”. Edizione regionale – Dicembre 2006 – numero speciale. Progetto de “il Cantiere Sociale” per una rete delle periferie
- “L’Iniziativa” – Periodico di approfondimento, cultura e informazione indipendenteanno 1, numero 1 – 20 gennaio 2007
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Da “Sotto Sotto”
La Rete per il Nuovo Municipio è un’esperienza che propone un diverso sistema di relazioni tra governo locale, territorio e società, promuovendo l’attivazione di istituti intermedi di partecipazione alle decisioni strategiche e alla politiche dei governi locali.
Solo il rafforzamento delle società locali e dei loro sistemi democratici di decisione consente da un lato di resistere agli effetti omologanti e di dominio della globalizzazione economica e politica, dall’altro aprirsi e promuovere reti non gerarchiche e solidali. Per la RNM di Pozzuoli si occupa di comunicazione. Ciro Biondi, 30 anni, giornalista.
- Cos’è RNM, quando nasce, chi aderisce, come è organizzata….
La Rete per il Nuovo Municipio è un’esperienza che già da qualche anno è presente in Italia, in Europa e soprattutto in America Latina. E’ fatta da persone che hanno deciso di mettere in pratica quelle che sono le idee dei Social Forum e i fatti – come le battaglie vinte o che si stanno combattendo - in tutto il mondo per la pace, i diritti sociali, i diritti collettivi, dei lavoratori, per l’ambiente, e così via: la lista è lunghissima. Ovviamente a seconda della realtà in cui si va ad operare la Rete ha forme diverse, si adatta alle esigenze locali. A Pozzuoli la RNM è formata da associazioni, comitati, gruppi e singoli di cittadini. La data ufficiale è dicembre dello scorso anno (2005 ndr), anche se la storia delle associazioni, le loro attività iniziano anni fa: cultura, competenze, economia inclusiva e sostenibile, pari opportunità, giovani e lavoro, nuovi lavori e suoi diritti, vivibilità, inclusione sociale, accoglienza per gli immigrati, valorizzazione delle risorse endogene materiali e immateriali, testimonianze civili di risorse e opportunità che a Pozzuoli non trovano né ascolto né accompagnamento nel sistema pubblico locale. C’è quindi un passato ben preciso di iniziative, lotte, attività sociali alla base della Rete di Pozzuoli. Non veniamo dal nulla, e sulla base della nostra esperienza intendiamo diffondere la partecipazione democratica in forme dirette. La crisi democratica di Pozzuoli dimostra che il sistema dei Partiti non riesce a rappresentare e promuovere gli interessi, le aspirazioni e i bisogni dei cittadini. La delega quinquennale è male utilizzata. A Pozzuoli la RNM è organizzata con un gruppo di un Gruppo di Coordinamento costituito dalle associazioni promotrici, che ha il compito di dirigere e promuovere le attività; un Gruppo di Ricerca incaricato di svolgere una ricerca-azione per elaborare una proposta di “Programma partecipato per Pozzuoli”.
- Quali sono le modalità finora adottate per dare voce ai cittadini invisibili che subiscono quotidianamente quello che definite il disagio del “non governo”? quali gli strumenti pensati per favorire la partecipazione?
La prima cosa è ascoltare il territorio. Io abito a Monterusciello. E’ qui che vivo da anni ed è da qui che è partita la mia militanza sociale e politica. Eppure mi accorgo che non conosce tutti i problemi del quartiere. Figurarsi quelli di tutta la nostra città. Per cui bisogna capire Pozzuoli e l’area in cui insiste la nostra città: i Campi Flegrei. La RNM sta producendo un programma partecipato per il attraverso interviste ad un campione rappresentativo della società puteolanea. A cui si aggiungono assemblee di quartiere: queste ultime sono particolarmente significative. Andiamo dalla gente, nei loro quartiere e registriamo quello che loro dicono. Tutto questo in questa fase di ricerca. Poi – al contempo – cerchiamo di spiegare alla gente quali possono essere gli istituti di partecipazione: il bilancio partecipato, il bilancio sociale, le assemblee di quartiere, il ruolo del decentramento amministrativo, la necessità di diffondere la cultura della comunicazione, essenziale per consentire ai cittadini una partecipazione alla vita politica della città.
- Quale è di preciso il ruolo del gruppo di ricerca e a quali risultati è giunto finora?
La ricerca è svolta con le modalità dell’intervista semistrutturata ad una campionatura non inferiore a 400 cittadini rappresentativi della società puteolana. Saranno altresì raccolte le “schede di reazioni” al Documento di Base “Il Comune desiderato”, elaborato e condiviso come prima bozza tra le Associazioni promotrici. Il 21 marzo abbiamo presentato alla città la prima bozza di programma: erano presenti centinaia di cittadini. In questi giorni presenteremo l’aggiornamento e – periodicamente andiamo a presentare le varie bozze. Posso già dire che cono centinaia i cittadini che si riconoscono nel nostro lavoro. Per lo svolgimento della ricerca-azione la RNM Pozzuoli si avvale del coordinamento di Osvaldo Cammarota (operatore di sviluppo territoriale, amministratore delegato dell’Agenzia “Città del fare”, presidente della rete SLST.).
- Nella prima bozza del programma partecipato per Pozzuoli, la totalità degli intervistati condivide che la ‘vivibilità del territorio è la condizione primaria per il suo sviluppo e per il benessere dei cittadini’. La congestione al centro, il ‘deserto’ nelle periferie, spazi pubblici assenti, mal gestiti, sovrabbondanza di strutture non utilizzate, sono fattori evidenziati dagli intervistati come tra i maggiori responsabili dell’invivibilità del territorio e allo stesso tempo sono comuni a molte realtà urbane nostrane. Qual indicazioni sono emerse e quali possibili soluzioni? Come si intende agire per la vivibilità?
Pozzuoli è una città bellissima. Ma non è facilmente gestibile. Basti pensare al centro storico nei fine settimana. Ovvio che per vivibilità intendiamo anche la possibilità di utilizzare i servizi pubblici, l’arginare il fenomeno criminale. Insomma: vivere in una città normale. Le indicazioni sono tante, limitandomi al centro storico: dal recupero e restituzione ai cittadini del borgo del Rione Terra ai parcheggi nelle aree ex Sofer fino al recupero di tutta la fascia costiera.
- Molta attenzione è stata data alla ricognizione di strutture e spazi non utilizzati. Quale ruolo si pensa possano avere per una maggiore vivibilità del territorio? Quali usi è possibile auspicare? C’è già in cantiere qualcosa?
Tante sono le strutture abbandonate, in tutto il territorio comunale. Per questa ragione, nelle interviste, abbiamo chiesto ai cittadini se c’erano edifici da segnalare. A Monterusciello ci sono intere strutture che non sono mai state utilizzate (Centro commerciale di via Modigliani, altre strutture nei pressi dell’ufficio postale). Le idee ne abbiamo tantissime: noi vorremmo creare, per esempio, una “Casa delle associazioni”. Intanto altre beni immobili pubblici vengono distrutti, come il PalaTrincone, il palazzetto dello sport che fino a poco fa era il vanto di Monterusciello. Ora è abbandonato a se stesso e ai vandali.
- Possiamo parlare di Pozzuoli come una città bipolare, da un lato, la localizzazione di tutte le attività votate al tempo libero nella fascia costiera, dall’altro, il nascere con il Bradisismo della città dormitorio, Monteruscello.
Pozzuoli è una città policentrica. Toiano fu costruita dopo la crisi del bradisismo degli anni ’70. Monterusciello dopo quella degli anni ’80. Ma poi ci sono tante altre periferie: Agnano Pisciarelli, Licola, via Reginelle, Lucrino. E’ vero che sulla costa ci sono strutture per il tempo libero, ma io penso che il tempo libero non siano solo ristoranti, pub, pizzerie, bar e discoteche. I veri luoghi di aggregazione non esistono. Per un’associazione, se vuole organizzare un’iniziativa, per esempio un dibattito pubblico o una mostra, non ci sono sedi adatte. Ci sono solo i privati che – ovviamente – richiedono soldi. Allo stesso tempo abbiamo spazi immensi al Rione Terra e a Monterusciello, che restano chiusi. Villa Avellino è ormai fuori uso: non c’è sorveglianza per la sera e il palco è stato distrutto dalle intemperie. Il tempo libero è soprattutto crescita collettiva e individuale con la cultura, l’arte e in modo particolare la musica. A Pozzuoli ci sono tantissimi gruppi musicali ma non sanno dove fare le prove e non si è mai seriamente pensato di creare una manifestazione per i gruppi emergenti. Eppure ci sono tanti piccoli comuni, anche del Sud, che organizzano questi eventi.
- In cosa consiste i programmi di ascolto dei cittadini e in particolare quello di Monteruscello?
Le assemblee di quartiere sono organizzate così: scegliamo il quartiere, individuiamo una sede che ci possa ospitare gratuitamente (se non c’è ci riuniamo ai giardini o in strada), attacchiamo volantini, inviamo e mail, sms agli amici della zona e registriamo quello che dicono i cittadini. Insieme a loro cerchiamo di dare delle soluzioni ai problemi. All’inizio pensavo che sarebbero venuti in pochi. Poi, invece, ci siamo accorti che la richiesta di partecipazione è grande. E’ tutto semplicissimo, ma considerando i tempi e i modi di fare politica tutto questo è rivoluzionario.
-Bilancio partecipato e decentramento di poteri e risorse alle Circoscrizioni che effetti produrrebbero sull’azione amministrativa?
Da premettere: la partecipazione non si teorizza, si pratica. Noi lo stiamo facendo con risultati entusiasmanti. Tutto però resta da sperimentare. Per cui posso dire che in città come Porto Alegre (ma anche in alcuni comuni dell’Italia meridionale), i risultati sono eccezionali. L’esperienza brasiliana ci dice che la partecipazione che si concretizza soprattutto con lo strumento del bilancio partecipato ha portato ad importanti risultati e anche il cambio di colore politico dell’amministrazione non ha soppresso l’esigenza della partecipazione della gente. Prima c’era il nulla, le favelas, mancava anche una cultura associativa e politica. Gli studi fatti sull’esperienza di Porto Alegre parlano chiari: più servizi pubblici, più sanità, più scuola e – ovviamente innalzamento della qualità della vita. Ritornando a noi possiamo dire che in una città policentrica come Pozzuoli è essenziale partire dalle circoscrizioni: dal decentramento politico – amministrativo. Le istituzioni devono necessariamente essere più vicine ai cittadini, per cui le circoscrizioni devono essere luoghi di ascolto, di discussione, di elaborazione politica prima ancora che amministrativa. Le circoscrizioni non devono amministrare solo una budget maggiore, m devono essere “aperte” ai cittadini.
– Ancora nella bozza viene indicata come possibile strategia operativa la “trasformazione dei punti di crisi in fattori strategici di successo”….
Un esempio: il fenomeno del bradisismo. Pozzuoli è una delle poche città al mondo a registrare questo fenomeno. Perché non creare delle strutture che possano ospitare musei, centri scientifici in grado di ospitare studiosi di tutto il mondo di vulcanologia? E perché non farlo a Toiano o a Monterusciello quartieri-simobolo del fenomeno?
- Si parla di sviluppo e lo si vuole durevole, inclusivo e sostenibile nel tempo. Vogliamo parlarne e provare a tracciare alcune soluzioni (possibili, immaginabili) per Pozzuoli?
Lo sviluppo o è sostenibile o non è sviluppo. Questo in modo particolare in una zona come quella dei Campi Flegrei dove bisogna proteggere le giacenze archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche che non hanno pari in tutto il mondo. Quindi se da un lato dobbiamo dimenticare la vecchia concezione della fabbrica, dall’altro abbiamo anche l’esigenza di assicurare – accanto al turismo – anche altre attività produttive: per esempio la piccola e media industria, la ricerca scientifica, l’artigianato. Gli spazi ci sono. Dobbiamo tener presente che andiamo ad agire in un contesto di sviluppo più grande della nostra città. Bagnoli è Napoli, ma il quartiere è anche unito a Pozzuoli. Quindi bisogna saper guardare a quello che succede nel capoluogo, ma anche a Quarto, a Bacoli e a Monte di Procida. E’ insieme ai comuni flegrei che va pensato il nostro futuro.
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Volinforma
La Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli è un’associazione di associazioni, gruppi e cittadini nata ufficialmente nel dicembre dello scorso anno. In realtà la collaborazione tra i soggetti fondanti della Rete ha una storia più lunga alle spalle: la rete, di fatto, è nata anni fa, quando associazioni e singoli hanno ideato iniziative e manifestazioni in vari campi: cultura, economia inclusiva e sostenibile, pari opportunità, giovani e lavoro, nuovi lavori e nuovi diritti, vivibilità, inclusione sociale, accoglienza immigrazione, valorizzazione delle risorse endogene materiali e immateriali, ma che non hanno trovato né ascolto e né accompagnamento nel sistema pubblico locale. Il 22 dicembre dello scorso anno, il Consiglio Comunale di Pozzuoli – dopo anni di malgoverno e manifesta incapacità politica - è sciolto per infiltrazioni camorristiche con decreto del Presidente della Repubblica dopo due anni di indagini della commissione d’accesso. La neonata Rete propone quindi alla cittadinanza la strada della partecipazione democratica in forme dirette quale strumento determinate per poter ricostruire quei necessari rapporti di fiducia tra cittadini e istituzioni. La crisi democratica di Pozzuoli ha dimostrato che il sistema dei partiti non riesce a rappresentare e promuovere gli interessi, le aspirazioni e i bisogni dei cittadini. La delega quinquennale è male utilizzata. La RNM non è un’iniziativa solo di Pozzuoli: è un’esperienza consolidata in tutto il Paese e soprattutto in alcuni comuni del Meridione, come in Puglia e in Calabria e il gruppo di Pozzuoli fa parte della Rete Nazionale del Nuovo Municipio. La RNM non vuole essere un nuovo partito ma stimola i partiti a fare politica di qualità e vuole “ascoltare” i cittadini perché vuole dare a tutti la possibilità di disegnare il futuro della città in cui vivono. Gli strumenti di partecipazione possono essere centri sociali, casa delle associazioni, osservatori, forum, assemblee, comitato di quartiere, e anche la valorizzazione dei Consigli circoscrizionali. L’obiettivo è la trasformazione degli enti locali da enti di amministrazione burocratica in laboratori di autogoverno, allora le assemblee rappresentative di base possono diventare i luoghi in cui le associazioni, i movimenti, i commercianti, i cittadini, i migranti, gli anziani, i ragazzi, gli studenti e tutti i soggetti sottorappresentati si riuniscono, sollevano proposte, esprimono pareri e propongono soluzioni e fanno, quando necessario, anche opposizione alla scelte che non corrispondono con gli interessi della comunità. La messa in moto di questo processo potrà favorire la comunicazione e l’interazione tra le forze vive della città di Pozzuoli, con la conseguente responsabilizzazione degli eletti nelle istituzioni rappresentative, e la rivitalizzazione delle forme tradizionali di partecipazione politica, in primo luogo dei partiti presenti sul territorio.
Lo strumento individuato per avviare questo complesso processo è il “Programma Partecipato”, da ottenere attraverso un lavoro di ascolto e di interviste ad un campione rappresentativo della società puteolana. La ricerca è svolta dai giovani, militanti delle associazioni promotrici; si svolge con le modalità dell’intervista semistrutturata ad una campionatura non inferiore a 400 cittadini rappresentativi della società puteolana. Saranno altresì raccolte le “schede di reazioni” al Documento di Base “Il Comune desiderato”, elaborato e condiviso come prima bozza tra le associazioni promotrici.
L’alta ambizione del lavoro è di ricostruire rapporti di fiducia e di cooperazione tra istituzioni e società nella Città di Pozzuoli. La Rete vuole operare per l’innovazione democratica del sistema pubblico. Vogliamo verificare se questo è possibile, anche a Pozzuoli. L’azione della RNM di Pozzuoli non ha scadenze: lavorerà prima e dopo le elezioni amministrative, considerate un elemento contingente, ma non in funzione di esse; così come è dimostrato dall’impegno costante che in questi anni hanno caratterizzato le persone e delle associazioni che compongono la Rete. In questa fase (fine ottobre – inizio novembre) si passerà alla elaborazione della prima parte delle interviste che verranno elaborate nella seconda bozza del programma Partecipato di fine anno 2006. Dopo partirà la fase più grande delle assemblee di quartiere in tutta la città.
Le iniziative pubbliche organizzate fino ad oggi dalla RNM di Pozzuoli: 21 marzo “presentazione della prima bozza del programma partecipato”; 20 maggio “ascolto del quartiere di Monterusciello”; 29 maggio “Dalla Colombia ai Campi Flegrei: convegno di studi internazionale sulla partecipazione” con scambio di espereienze amministratori locali e sudamericani; 10 giugno “Ascolto del quartiere di Arco Felice”; 21 giugno “Aggiornamento della bozza di programma e incontro con la scrittrice e giornlista del “the Guardian” e di “Red Pepper” inglese Hilary Wainwright”; 21 luglio “Per la libertà di stampa – Festa per il Manifesto”: il 22 settembre seminario pubblico: “Dal programma partecipato al bilancio partecipativo: costruiamo insieme il ComuneDesiderato” con il senatore Raffaele Tecce, dei consiglieri di alcune municipalità di Napoli che stanno sperimentando la partecipazione popolare. Tutti di documenti della Rete sono disponibili sul sito www.rnmpozzuoli.org; per ulteriori informazioni: 393.5861941.
Ciro Biondi
Articolo pubblicato da “Volinforma”
Rivista bimestrale di cultura e informazione per Napoli Città Sociale
Numero 11 – novembre 2006
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Lavori in movimento
Stimolare la partecipazione, ascoltare la gente, capire la città e cambiarla. Sono questi alcuni obiettivi, ambiziosi ma non impossibili, che la Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli sta portando avanti. Un anno fa varie associazioni, gruppi e singoli cittadini si sono messi insieme in una città in crisi aperta: un’amministrazione sorda alle esigenze dei cittadini, troppo interessata a pensare a se stessa, tanto da essere commissariata per infiltrazioni camorristiche. Il già logorato e viziato rapporto cittadini-comune si rompe clamorosamente. Oggi i partiti hanno difficoltà a rappresentare i bisogni della popolazione. A 12 mesi dallo scioglimento due dati significativi: tutte le formazioni politiche hanno di fatto rinunciato pubblicamente ad occuparsi della città (se si esclude pochissime iniziative alle ultime politiche e qualche sporadico incontro su vicende nazionali a cui hanno partecipato solo dirigenti e pochi militanti) e niente è stato organizzato contro il fenomeno camorristico (tranne una manifestazione indetta dei giovani delle medie superiori con l’organizzazione dell’Uds). Un silenzio preoccupante. Intanto la ricerca per la Rete continua insieme alle continue iniziative pubbliche. A dicembre sarà presentata la seconda bozza del Programma Partecipato. Dalle righe del lavoro svolto dai volontari delle associazioni emerge una città che vuole il cambiamento. Cittadini consapevoli dei propri problemi e delle possibili soluzioni. Pozzuoli ha voglia di partecipazione. Da Monterusciello a Toiano, dalle periferie come Licola al centro storico c’è voglia di riappropriarsi degli spazi e del proprio futuro. I cittadini sanno che il momento storico è particolare: c’è la possibilità di un ricambio generazionale; il che significa concepire una nuova città, per tutti e non per pochi. E’ questo il risultato più importante che emerge dall’”ascolto”. E’ questo che la RNM di Pozzuoli vuole trasmettere al resto della città e alle tante compagne e compagni che ci chiedono di collaborare. Ora la Rete di Pozzuoli inaugura una nuova fase: “Ascoltare camminando”. L’ascolto nei quartieri, nei luoghi di lavoro, le piccole e grandi vertenze: dalla gestione dell’immenso patrimonio immobiliare di Monterusciello alla precarietà dei lavoratori dei call center al lavoro nero. Il riscatto della città parte dalla consapevolezza dei propri problemi (le statistiche rilevate dicono che tutti percepiscono la presenza di illegalità diffusa). Toccando il fondo bisogna ora risalire continuando a capire il territorio. “Ascoltare camminando” sarà un lungo cammino in cui incontreremo altri compagni di strada.
Ciro Biondi
articolo pubblicato su “Lavori in movimento” - foglio d’informazione sul lavoro e la precarietà sociale”. Edizione regionale – Dicembre 2006 – numero speciale. Progetto de “il Cantiere Sociale” per una rete delle periferie
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L’Iniziativa
Una nuova fase per la Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli. Al via due importanti iniziative: la campagna “Ascoltare camminando” e i “Cantieri tematici”. Dopo l’ultima assemblea pubblica di metà dicembre ad Arco Felice, in occasione della quale è stata presentata la seconda bozza del Programma Partecipato alla città, la Rnm rilancia l’ascolto del territorio. “Ascoltare camminando” vedrà impegnati i volontari della Rnm in ogni quartiere della città. Gli incontri serviranno sia a conoscere da vicino le variegate problematiche dei quartieri puteolani, sia ad incontrare i cittadini. L’attenzione cadrà soprattutto sulle realtà come i grandi quartieri di Toiano e Monterusciello e sulle periferie come Licola e Agnano-Pisciarelli. E’ qui che le annose carenze politico-amministrative si traducono in emergenza sociale, terreno fertile per la criminalità organizzata e non. Durante le assemblee di quartiere si cercherà di stimolare i cittadini alla partecipazione e la Rete si incontrerà con le associazioni e i comitati già esistenti. I “Cantieri tematici” saranno un’occasione per analizzare determinati problemi con esperti del settore insieme ai cittadini. Sono già in preparazione i cantieri dedicati al lavoro, ai beni comuni, alla gestione del patrimonio immobiliare e all’emergenza rifiuti. L’obiettivo è integrare la seconda bozza del Programma Partecipato con i report delle assemblee in ogni quartiere e con i documenti prodotti alla fine di ogni singolo cantiere tematico. Un modo per affrontare con competenza i problemi della città e per completare e rendere più dettagliato il già corposo Programma Partecipato frutto di un anno di interviste ad oltre 300 cittadini, di alcuni focus group territoriali e varie iniziative pubbliche. La Rnm nasceva ad inizio dicembre del 2005 quando un gruppo di associazioni e singoli cittadini decidono di andare oltre la consueta attività sociale e di dare una risposta all’esigenza di partecipazione di tanti puteolani. Nel frattempo – il 22 dicembre del 2005 – un decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro degli Interni, scioglieva per presunte infiltrazioni camorristiche il Consiglio Comunale di Pozzuoli. Dall’esigenza di partecipazione emergeva una domanda: “da cosa iniziare?”. I promotori della Rnm convennero che per favorire la partecipazione era necessario aggregare le diverse realtà attraverso l’elaborazione di un Programma Partecipato. Il strada era ed è quella dell’ascolto (interviste semistrutturate ad un campione rappresentativo della cittadinanza). Periodicamente sono state effettuate delle manifestazioni pubbliche a cui hanno partecipato cittadini (l’ultima iniziativa pubblica, quella del 15 dicembre, è possibile scaricarne il video dal sito www.radioradicale.org) che hanno potuto così seguire ed essere protagonisti della ricerca. La seconda fase – che interesserà la Rnm nei prossimi mesi – prevede un ulteriore elaborazione delle cose fatte fino ad oggi. Per contatti con la Rete per il Nuovo Municipio di Pozzuoli: rnmpozzuoli@libero.it; www.rnmpozzuoli.org; 393.5861941.
Ciro Biondi
articolo pubblicato su “L’Iniziativa”
Periodico di approfondimento, cultura e informazione indipendente
anno 1, numero 1
20 gennaio 2007










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