Non solo natura ma anche cultura: il patrimonio dell’Area marina protetta della Gaiola affidato alla Fondazione Idis
Emozione ai confini dei Campi Flegrei
Per salvaguardare e valorizzare la costa di Posillipo si fanno anche lezioni a pescatori e bambini
Nonostante l’eccessiva urbanizzazione c’è un tratto di costa tra i golfi di Napoli e di Pozzuoli che conserva ancora emozionanti scorci di natura selvaggia. Il tufo qui ha la forma di isolette, insenature e scogli che sfidano il mare. A est di Nisida, immediatamente dopo “Punta Cavallo”, le carte geografiche mostrano un triangolo in cui è rinchiusa l’area marina protetta della Gaiola. È l’estremo lembo flegreo.
Non a caso il territorio di competenza dell’Ente Parco dei Campi Flegrei comprende anche la collina di Posillipo, la spiaggia di Coroglio e l’isola di Nisida: è il Parco che si affaccia sull’area marina protetta. Anche qui come a Baia resti archeologici in parte sommersi: la villa del cavaliere romano Publio Vedio Pollione.
Nell’ecosistema ancora la Posedonia oceanica, la castagnola blu (‘o guarracino) e altre rare specie della flora e della fauna marina.
Alla fondazione Idis – Città della Scienza è affidata l’attività di promozione delle aree marine protette della Gaiola e di Baia. Un accordo di programma stipulato nel 2004 prevede la promozione delle due aree in maniera integrata con il ricco patrimonio culturale dell’area flegrea ma anche l’elaborazione di attività specifiche di diffusione delle conoscenze, di promozione delle visite, di gestione delle prenotazioni, di sviluppo di attività didattiche e di programmi tendenti a migliorare il sistema di fruizione, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie della comunicazione e multimedialità. «La mission di Città della Scienza – spiega Silvana Ingarao, responsabile del settore animazione del Museo Vivo – è la divulgazione scientifica. Seguiamo molti progetti, molti dei quali con il mondo della scuola. Ma il nostro target è tutta la gente che abita questo territorio. Cerchiamo di dare informazioni, educare su quello che è un’area marina protetta. Tutto questo cercando di coordinarci con gli altri enti presenti sul territorio e interessati a queste tematiche. Stiamo lavorando anche sulla sensibilizzazione dei pescatori, cerchiamo di informarli sul rispetto della natura. Per esempio diciamo loro che è necessario rispettare la stagionalità: i pesci hanno i loro periodi di riproduzione e hanno bisogno di tempo per crescere. In questo modo si ottengono anche dei risultati maggiori con la pesca. Il nostro obiettivo è promuovere il territorio cercando di migliorare la qualità della vita delle popolazioni che abitano sulla costa: da Bagnoli a Bacoli. Bisogna partire dai bambini per fargli capire che vivono in un territorio privilegiato e che a loro è affidata la tutela». Città della Scienza organizza momenti di animazione didattica, avvicinamenti al metodo scientifico per arricchire il percorso curriculare in accordo agli istituti scolastici. Organizza escursioni in mare nella baia di Trentaremi, visite alle attività produttive legate alla risorsa mare (per esempio il mercato ittico puteolano).
Impegnato nella tutela del pezzo di mare antistante la costa posillipina anche il Centro Studi Interdisciplinari. Il Csi Gaiola nasce nel 2004 come naturale evoluzione di un progetto di ricerca scientifica, iniziato nel 2001 e denominato “Analisi territoriale per una gestione integrata della fascia costiera di Posillipo”, svolto presso la cattedra di Ecologia del Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università di Napoli “Parthenope”.
Propone uno strumento di riferimento per intraprendere un serio Piano di gestione, salvaguardia e riqualificazione del patrimonio naturale e storico-culturale della fascia costiera di Posillipo.
Convenzionato con la Sovrintendenza, il Csi collabora inoltre con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, il Cnr e le università napoletane.
Ciro Biondi
Articolo pubblicato sul numero di settembre 2007 del mensile “Segni dei tempi”









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