Innovativo progetto dei Servizi Tossicodipendenze insieme alla Lega Navale di Pozzuoli
In barca a vela contro la droga
Grazie al rapporto con il mare il paziente napoletano può riacquistare anche fiducia in se stesso
Il mare nelle vene” è un progetto, ma anche un simbolico invito ai tossicodipendenti a vivere diversamente, a “viaggiare” verso una nuova vita. L’idea è di un gruppo di operatori del Servizio Tossicodipendenze del Distretto 51 dell’Asl Na 1, l’azienda che gestisce il sistema sanitario nella città di Napoli. Ad af-fiancarli alcuni colleghi del Sert di Pozzuoli (Asl Na 2). A coordinare il progetto è il Dipartimento di Farmacodi-pendenze dell’Asl partenopea diretto da Stefano Vecchio. «Il progetto - spiega il dottor Vecchio – è parte della strategia di prevenzione, riabilitazione e di inserimento del tossicodipendente e fa parte di una serie di servizi che offre l’Asl. L’obiettivo è fare in modo che l’utente riacquisti il rapporto con i parenti, gli amici e il territorio: tutti devono essere parte attiva per allontanare il soggetto dal consumo».
«Il Sert – spiega Maurizio Cuccurullo, operatore Sert e psicoterapeuta – viene spesso considerato solo come il luogo in cui viene distribuito il metadone. In effetti la somministrazione serve anche a rompere il “giro” di cui è vittima il tossicodipendente ed è anche il primo contatto che si ha con gli operatori. Il Sert quindi è anche un luogo di prevenzione e socializzazione. Il nostro progetto è un ulteriore strumento che si integra a quelli già presenti nelle nostre strutture; l’esperienza con il mare e la vela ha senso solo nell’integrazione con gli altri servizi offerti e nella complessità del trattamento dell’utente».
Il problema delle tossicodipendenze negli ultimi anni è cambiato moltissimo. Si registra sempre di più uno “slittamento” verso il consumo di cocaina e, di conseguenza si è allargato il target dei consumatori: non più giovani, ma gente di tutte le età; non più solo i ricchi, perchè l’acquisto della cocaina è accessibile quasi a tutti. Il tossicodipendente diventa sempre più l’emarginato-tipo.
I rapporti con i parenti e gli amici sono lacerati e si è sempre più isolati. Il punto di contatto con la realtà diventa il Sert. Nel 2004, l’idea della vela e di chiedere alla Lega Navale Italiana, sezione di Pozzuoli, la disponibilità a collaborare. «Abbiamo avuto – precisa Cuccurullo – ragazzi che per la prima volta sono saliti a bordo di un natante. Si tratta di napoletani che non hanno mai avuto un rapporto con il mare. E questo la dice lunga sulle difficoltà in cui tante persone sono vissute e le poche opportunità che offre la città. Per loro è un’esperienza sensoriale che dà un senso di competenza e di adeguatezza, dà fiducia; si tratta di esperienze minimali, ma che per loro hanno una grande importanza». I dipendenti del Sert non ricevono nessun rimborso per la loro attività. I soci della Lega Navale mettono a disposizione gratuitamente le imbarcazioni. Si utilizzano natanti a vela da 6 fino a 12 metri, oppure un cabinato di 12 metri e un catamarano di 4,20 metri. Il molo della Lega Navale si trova a Pozzuoli, all’interno della struttura del Mercato Ittico all’ingrosso.
Gli utenti effettuano sia uscite in mare e sia teoria in aula. I corsi sono aperti per consentire a tutti di partecipare all’esperienza anche se si aggregano al gruppo in un seconda fase. Attualmente si conta una presenza di circa quindici utenti (dal 2005 ad oggi sono saliti in barca non meno di novanta persone). L’utente tipo non c’è. Si tratta di persone di tutte le età e condizioni sociali.
Ciro Biondi
Articolo pubblicato sul numero di marzo 2007 della rivista “Segni dei Tempi”









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