Monterusciello, il ghetto di Pozzuoli.
Mancano progetti e speranze, tutto fermo nel megaquartiere. Una buona notizia? L´area bambini. . .
Il grande quartiere dalle case di cartone si è lasciato alle spalle una torrida estate. Il calore, l´assenza di “movimento” e le insistenti salite, simili a invalicabili dune, rendono Monterusciello simile ad un deserto. Nelle case si vive con i problemi di sempre: quelli sociali, che trovano un terreno fertile in un quartiere disagiato e quelli materiali, come la difficoltà di vivere giorno dopo giorno in case che sembrano non avere nessuna intenzione di sfidare il tempo.
Il problema che accomuna tante famiglie è infatti la cattiva gestione dell´immenso patrimonio immobiliare, accompagnato dalla mancanza di spazi vivibili e dall´assenza di sicurezza per i più. Intanto, a due anni dalla prima inchiesta di Segni dei Tempi, Monterusciello sembra sempre più allontanarsi dal centro storico di Pozzuoli. Le due realtà sono completamente diverse, non fanno nulla per compensarsi e si distinguono quasi come se fossero città con identità diverse e lontane. Nel cuore della vecchia città si parla di grandi progetti, più o meno delineati nell´ambito di un sempre atteso sviluppo turistico.
A Monterusciello nessuna idea. Niente si muove per rilanciare un quartiere che potrebbe ricoprire un ruolo importante nell´ambito del comprensorio flegreo. Eppure, potrebbero essere concentrati proprio qui alcuni servizi per decongestionare il centro. Nel rione della seconda ricostruzione post bradisismica ci sono infatti strutture, facile fruibilità per la presenza di spazi e ampie e veloci strade, possibilità di potenziare i collegamenti (a partire dalla Circumflegrea).
Monterusciello, invece, sembra che sia lasciato a se stesso. La sensazione è di una rassegnazione diventata ormai endemica. La prova maggiore sembra l´atteggiamento passivo verso la questione della Romeo (la società che gestisce l´immenso patrimonio immobiliare: oltre 4.000 alloggi). Anche gli altri servizi, quando ci sono, non migliorano la qualità della vita, come per esempio l´ufficio postale (si veda il riquadro sottostante). I giovani preferiscono vivere il loro tempo libero lontano da casa. Il quartiere è usato solo per dormire, quasi un grande contenitore da cui uscire ad ogni buona occasione. “Quello che bisogna cambiare – afferma Paola, casalinga – è anche l´atteggiamento di noi cittadini verso le cose comuni, gli spazi pubblici. Per esempio, la pista ciclabile in via Viviani viene utilizzata dai motorini mentre chi utilizza l´area durante il pomeriggio oppure la sera continua a lasciare cartacce, nonostante la presenza dei contenitori della spazzatura”.
“Il Comune – ricorda Maria F., altra residente del megaquartiere – ha fatto costruire uno spazio con giochi dei bambini, ma speriamo che non venga vandalizzato”. E´ vero, è un´iniziativa presa di intesa con la Provincia.
L´area bambini è diventata un importante punto di riferimento e, soprattutto il pomeriggio, è frequentata da tante famiglie. Segno che la gente risponde in maniera positiva al recupero degli spazi sociali. Negli anni scorsi tanti progetti erano stati annunciati: polo artigianale, stadio, ripristino strutture abbandonate (dai campi da tennis al centro commerciale), facoltà di veterinaria, cinema e teatri.
Nulla è stato realizzato fin qui mentre gli interessi di politici, amministratori locali e imprenditori sembrano attratti dalle sirene del business turistico, lì a Pozzuoli centro, tra il mare, il Rione Terra e i ristoranti. Nel frattempo qui le case cadono a pezzi, l´illegalità impera e Pozzuoli sembra aver dimenticato Monterusciello.
L´AGENZIA DI POSTE E TELECOMUNICAZIONI, la nuova “Pt” insomma, a Monterusciello non è mai arrivata. Quarantamila abitanti, un solo ufficio, tre sportelli, due ore circa di attesa anche per una sola operazione. Spesso mancano persino i francobolli. Questa la situazione dell´ufficio postale di via Capuana. I sindacati degli inquilini, un gruppo di associazioni, le tre parrocchie e la comunità evangelica battista del quartiere stanno raccogliendo firme per una petizione indirizzata al Ministro delle Poste, alla Direzione di Napoli e ai massimi organi istituzionali regionali e locali.
“I cittadini e i soggetti scriventi – si legge nel testo della petizione – chiedono l´indispensabile e non più dilazionabile potenziamento dell´ufficio postale o l´apertura di un altro ufficio considerata l´estensione di un megaquartiere comprendente ben due circoscrizioni”.
pubblicato su “Segni dei Tempi” settembre 2004 – Ciro Biondi
La novità: i contratti di quartiere.
Comune e sindacati coinvolti in un piano di riqualificazione urbana a Monterusciello.
All´orizzonte di Monterusciello ci sono i “contratti di quartiere”. E´ la novità di questi mesi che vede coinvolti l´amministrazione comunale e i sindacati di categoria. Un piano di recupero innovativo finalizzato alla riqualificazione edilizia, all´ambiente, all´adeguamento e allo sviluppo delle opere di urbanizzazione, all´integrazione sociale e all´offerta occupazionale. Parole impegnative che potrebbero diventare realtà con l´approvazione ministeriale del progetto da presentare entro la fine di questo mese.
Insomma – fatto positivo – si ritenta il rilancio del quartiere. “Non solo case ma anche ambiente e territorio: sono idee ambiziose ma necessarie per il nostro rione”.
E´ l´idea di Luigi Ravveduto, responsabile di Assocasa, l´unico sindacato degli inquilini che non ha ancora una sede a Monterusciello. “Bisogna evitare il clientelismo sulle manutenzioni – dichiara Ravveduto -, e mancano ancora alcuni riferimenti importanti per un corretto rapporto utente-ente gestore come la carta dei diritti e dei doveri dell´inquilino, che dovrebbe essere approvata tra poco”.
Per Assocasa Monterusciello non può essere solo un serbatoio di voti: il comune, ente proprietario, deve vendere gli spazi commerciali, spesso, oggetto di una compravendita illegale, bisogna recuperare le piccole ma significative aree archeologiche, sfruttare il verde, creare parchi pubblici. “Ma – avverte Ravveduto – tutto dipende anche dal senso di responsabilità del cittadino. A Monterusciello, per esempio non si fa un corretto uso della raccolta differenziata, con un conseguente rialzo del costo pro capite della tassa comunale della spazzatura. Intanto i soldi della manutenzione potrebbero finire da un momento all´altro. Questo perché c´è chi vuole tutto senza sapere che così si danneggia la collettività”.
“Le strutture abbandonate – conclude il responsabile di Assocasa – devono essere date ad associazioni, uffici pubblici come l´Asl, utilizzate per il tanto decantato decentramento degli uffici comunali. E´ necessario stabilire un rapporto più sano tra istituzioni e cittadini”.
“E´ qui il nostro futuro – spiega Gaetano Palumbo, segretario del Sunia-Area Flegrea, il sindacato degli inquilini assegnatari – anche se siamo attaccati alle nostre origini, alle tradizioni culturali della nostra terra, Pozzuoli, è qui a Monterusciello che dobbiamo lavorare per disegnare un futuro diverso.
Bisogna partire dalla riqualificazione urbana delle periferie.
Con la Romeo abbiamo ottenuto dei risultati come l´impermeabilizzazione dei lastrici solai, l´adeguamento alle norme Cee degli impianti elettrici e degli ascensori e gli interventi per l´abbattimento delle barriere architettoniche. Molto c´è ancora da fare nell´attesa della carta dei diritti e doveri dell´inquilino, in verità già superata dalla carta dei servizi, mentre la manutenzione ordinaria e straordinaria deve continuare”.
pubblicato su “Segni dei Tempi” settembre 2004 – Ciro Biondi
“E ora cerchiamo il riscatto sociale”.
Il degrado di Monterusciello: il vicario della forania propone di ripartire da famiglia, parrocchia e territorio.
Il degrado di Monterusciello è dovuto all´evidente stato di abbandono, al conseguente scarso senso civico e alla presenza della malavita”. A parlare è don Gennaro Leone, parroco di Santa Maria degli Angeli e Santa Chiara d´Assisi, la chiesa dalla grande vela bianca e dal campanile giallo incastrata nei “lotti”, quasi a presidio di un quartiere che propone solo palazzi squadrati e ampi viali solitari.
E la parrocchia di don Gennaro, che è stato nominato dal vescovo vicario della forania di Pozzuoli 2 (cioè il territorio che comprende le tre parrocchie di Monterusciello e quella di San Massimo a Licola), è uno dei luoghi in cui si riesce a stare insieme, a guardare in faccia i propri vicini e a riscoprire il senso di comunità, non solo cristiana. Dal 31 luglio al 2 agosto si è tenuta la festa patronale in occasione del decennale della costruzione della chiesa, unendo giovani e anziani.
L´elenco delle cose che non vanno da parte di don Gennaro è lungo, ma alla base ci sono i problemi di un quartiere senza identità: disagio sociale e cultura dell´illegalità in particolare. “Il sistema in cui viviamo – spiega don Gennaro – non è quello dei valori: l´unità della famiglia viene meno mentre, ad esempio, cresce l´infedeltà: qui si tratta di un problema culturale”. Sono queste le sensazioni che emergono dalla realtà di un rione che non propone lati positivi: mancano servizi, i collegamenti con Pozzuoli sono insufficienti e di sicurezza nemmeno a parlarne.
Basta poco, anche un semplice giro nei “vialoni”, per capire che il quartiere, nonostante gli spazi, soffoca. La stazione dei carabinieri di Monterusciello in realtà è una grande caserma, ma il personale è insufficiente per coprire il territorio. I fatti di cronaca nera aumentano e la cultura dell´illegalità si radica: molti non usano il casco e spesso si viaggia senza assicurazione.
Per il vicario foraneo nemmeno la scuola assolve bene il suo compito nel tentare di farsi promotrice tra i ragazzi di un futuro diverso: per molti genitori, anzi, l´istituzione scolastica, specie se è obbligatoria, diventa un parcheggio per i loro figli. “Siamo abituati all´assistenzialismo – afferma il parroco – così che qui sembra che tutto ci sia dovuto. Cosa si può fare per il quartiere? Si potrebbe rivalorizzare quello che già abbiamo, come il centro commerciale e le aree destinate ai mercati rionali, senza nuove costruzioni; bisogna recuperare il senso dello Stato e quindi della legalità con la partecipazione delle istituzioni, delle scuole e delle parrocchie. Una risposta – conclude don Gennaro – può venire dal Sinodo che propone anche un riscatto sociale, attenzione ai problemi economici e politici.
Partendo dalla famiglia, dalla parrocchia e dal territorio, i tre punti che monsignor Pascarella, il nostro vescovo coadiutore, ha indicato come riferimento. Dobbiamo lavorare affinché la catechesi vada fino in fondo, incidendo nella comunità e portando la parola di Gesù Cristo”.
CENTODIECI BATTESIMI: tanti se ne contavano, in media, cinque anni fa. Ora se ne contano poco più di 60 all´anno e molti dei nuovi genitori vanno a vivere al Nord. Segno che Monterusciello sta diventando sempre di più un quartiere abitato da persone anziane. Sembra lontano il “mito” della nuova Pozzuoli, del quartiere moderno, fatto soprattutto da giovani. Le prime case furono assegnate quasi venti anni fa e tutti i suoi abitanti vivono qui da più di quindici anni. Il problema si fa più serio se si pensa che c´è bisogno sempre di più servizi specifici per la terza età, mentre il quartiere in tutti questi anni non ha ancora assunto una sua dimensione, un´identità.
pubblicato su “Segni dei Tempi” settembre 2004 – Ciro Biondi
Le “cattedrali nel deserto”.
I monumenti del degrado a Monterusciello. L´esperienza dell´Associazione L´Iniziativa.
Sono i monumenti al degrado, anzi i mausolei – e cioè “tombe monumentali” – del patrimonio pubblico e, forse, delle speranze di tanti cittadini di Monterusciello. Sono le strutture abbandonate disseminate sul territorio del quartiere: centri commerciali, aree mercatali, strutture sportive, edifici pubblici.
Tutte strutture mai utilizzate e condannate fin dall´inizio all´abbandono totale e quindi al vandalismo. Nel 1999 una mostra denunciava il degrado del quartiere con le fotografie di queste strutture.
I giovani dell´associazione “L´iniziativa” provarono così a partecipare attivamente al rilancio di Monterusciello. Ad anni di distanza si può dire che la situazione è peggiorata.
Nel senso che le strutture abbandonate sono diventate quasi tutte irrecuperabili. “Si è dimostrato – dichiara Dario Chiocca, presidente dell´associazione -che nulla è stato fatto perché non c´è interesse economico. Tutto questo accompagnato da una discutibile gestione del patrimonio immobiliare del comune di Pozzuoli da parte della “Romeo spa”. Basti pensare che l´amministrazione di allora delegò all´ente gestore lo studio della messa a reddito delle strutture, ma non è accaduto niente.
E questo atteggiamento sembra continuare perché i nuovi giardini di piazza Severini ne sono un emblema: è stata recuperata un´area verde tra le cooperative e le case popolari, ma se non si metterà un sorvegliante, oppure un´attività commerciale come un bar, la zona rischia di ritornare come prima”. Altri simboli di questo stato di degrado delle cose pubbliche sono noti a tutti: il grande centro commerciale (nella foto) nella parte alta e i campi da tennis mai ultimati nella parte bassa, verso Quarto.
“La soluzione – conclude Chiocca – potrebbe essere questa: il Comune dovrebbe adoperarsi per destinare queste strutture ad associazioni, all´università, oppure farne dei cinema, sale polifunzionali, luoghi di aggregazione.
Bisognerebbe ripartire dalla progettualità, promuovendo il recupero di quello che resta e bandire delle gare d´appalto per le assegnazioni”.
pubblicato su “Segni dei Tempi” settembre 2004 – Ciro Biondi
Viaggio nel maxiquartiere della ricostruzione di Pozzuoli. Noia e abbandono: contribuisce anche l’assetto urbanistico
Quel saccheggio di Monterusciello
Eppure qui esiste anche il “vandalismo tollerabile”: così i cittadini vigilano e limitano i danni
Monterusciello capitale del vandalismo. Strade e palazzi senza storia, isolamento, noia, mancanza di alternative, di punti di aggregazione. E poi strutture costruite e mai utilizzate, abbandonate a se stesse. Oppure utilizzate dalla criminalità per smontare auto rubate o per nascondere droga. Tutte le condizioni utili per distruggere i beni comuni.
Sergio Mantile è un sociologo che ha condotto studi sul quartiere di Monterusciello: «Distruggere è indice di un malessere abbastanza diffuso tra i giovani. A questo si aggiunge l’idea che esisti se appari. A Monterusciello c’è qualcosa in più. E’ un quartiere estraniato, non appartiene ai cittadini, è considerata una città a parte rispetto a Pozzuoli. I cittadini non hanno a disposizione forme di partecipazione. Addirittura il Comune ha delegato a una società esterna la gestione del patrimonio immobiliare del quartiere e le lamentele dei cittadini non si contano. La presenza delle istituzioni è scarsa, così come è scarso il controllo da parte delle forze dell’ordine. Tutto è favorito anche dalla dispersività dell’architettura: la struttura urbanistica favorisce la disgregazione. Questo contribuisce ad aumentare il disagio, la mancanza di progettualità e di identità dei giovani. A questo punto sei qualcuno solo urlando e distruggendo».Un esempio sono i locali del Centro Sociale “Antonio de Cur-tis”. Più volte “assaltati” dai teppisti. Più volte visitati dai ladri. I rattoppi alle pareti sfondate, le persiane di ferro divelte danno l’idea di un bunker riparato in tutta fretta dopo un attacco di artiglieria. Molte le denuncie alle forze dell’ordine. «Giusto per salvare l’incolumità dei nostri soci – racconta Ettore Rando, del Centro Sociale – e proteggerli da sassaiole e aggressioni. So-no ormai molti anni che su-biamo, andiamo avanti solo perchè riteniamo che la nostra presenza, nonostante tutto, sia un argine all’abbandono completo della piazza. Questa è la situazione drammatica in cui ci troviamo». Intanto la piazza è sporchissima e i netturbini non ci mettono piede da diversi anni. I lampioni di-strutti e di notte la piazza è al buio completo. Tuttavia Monterusciello sa dimostrare an-che il contrario. Qualche anno fa l’amministrazione comunale ha installato dei giochi per bambini in due aree: in piazza Severini, zona Cooperative, e nei pressi della pista ciclabile, tra le case popolari. Fino ad oggi le giostrine, gli scivoli e le altalene “resistono”.
Qualcuno parla di “vandalismo tollerabile”; cioè le strutture non sono state prese di mira ma non del tutto vandalizzate. Sì, sono state graffiate, divelte, ridipinte con spray, i cavallucci di legno sono stati decapitati, ma il controllo popolare ha avuto la meglio: la domenica si fa la fila per far giocare i bambini. Di conseguenza la vigilanza dei genitori e dei nonni tiene a debita distanza i balordi.
Un’autentica lezione per chi sostiene che non si può fare nulla perché poi viene distrutto.
«Le tante opere pubbliche inutilizzate – afferma Dario Chiocca, presidente dell’associazione L’Iniziativa che ha allestito delle mostre sul de-grado del quartiere – le strutture lasciate per venti anni all’incuria e al vandalismo, sono un monumento al vuoto politico in tema di risanamento delle periferie. Ormai non è più solo questione di denunciare lo sperpero e accusare i responsabili. Occorre pretendere che i prossimi amministratori considerino la città di Pozzuoli nel suo insieme, procedendo a bandi di assegnazione e progetti di riconversione».
Ciro Biondi
Articolo pubblicato sul numero di marzo 2007 della rivista “Segni dei Tempi”
Gli abusivi onesti…
Emergenza case ed emergenza sociale a Monterusciello. Arrivano ingiunzioni di sfratto per 700 famiglie. Ed un gruppo di associazioni insieme ai sindacati degli inquilini inviano una lettera aperta al vescovo di Pozzuoli e ai sacerdoti della forania.
Chiedono aiuto e che sia posta attenzione “sull’emergenza umanitaria cresciuta negli anni sotto lo sguardo distratto delle istituzioni”.
“Molti legittimi assegnatari – scrivono i rappresentanti dei cittadini – o sono ritornati nelle loro case oppure sono rientrati nel centro storico oppure sono andati altrove. Nel contempo hanno ceduto con subaffitto o una compravendita non ortodossa le loro abitazioni a tanti disperati che, non potendo sostenere i costi proibitivi di un mercato della casa, sono subentrati ottenendo dal Comune di Pozzuoli la residenza e pagando regolarmente acqua, luce, gas e pigioni. I poveri, si sa, si difendono come possono e quando possono. In questo caso, con l’attitudine del ‘lasciar fare’ di molti politici locali, il problema è cresciuto tanto che sono state necessarie tre sanatorie poste in essere dalla Regione. Questi ‘abusivi’ non sono delinquenti che hanno occupato gli appartamenti con la violenza o la frode, sono dei veri disperati vittime degli appetiti del mercato abitativo selvaggio e della mancanza di fondi per un qualsiasi piano di edilizia popolare”. E le domande che si pongo i promotori della misiva sono: “Dove andranno tanti infelici? Quali saranno le conseguenze sociali e quali problemi di ordine pubblico? Per oggettive ragioni umanitarie e sociali e non per contestare la legalità o sostenere coloro che hanno occupato ambienti destinati ad altri usi”.
E chiedono: “per queste famiglie non la scure della burocrazia, ma è necessario un atto coraggioso e responsabile che sani il malfatto di anni di scongiuri un’emergenza sociale e umanitaria della quale non si possono prevedere le conseguenze”.
Ciro Biondi
Articolo pubblicato sul numero di marzo 2007 della rivista “Segni dei Tempi”









Maggio 2, 2007 at 7:50 am
Monteruscello è un quartiere angosciante. Ci ho vissuto per vent’anni… mio dio, vent’anni… Adesso vivo e lavoro a Milano ma ogni volta che torno ho il cuore in pena per i miei famigliari che sono lì.
Marzo 30, 2009 at 5:55 pm
Sono Luca, lavoro in Spagna (Madrid) e ho vissuto a Monteruscello per 18 anni. Scrivo per esprimere il mio sdegno e la vergogna per come si vive nella mia citta’ rappresentata da un comune incompetente (POZZUOLI).
Si verificano incidenti mortali causati da assenza di manutenzione di strade, segnali (SEMAFORI !!!!) e dalla inesistenza di sorveglianza da parte delle forze dell’ordine (vigili urbani, ecc) su guidatori impazziti, sul rispetto del codice della strada e sopratutto dalla cattiva amministrazione politica del comune che qui è sempre meno presente.
E’ UNA COSA VERGOGNOSA COME DEI POVERI ADOLESCENTI PERDANO OGNI GIORNO LA PROPRIA VITA A CAUSA DI SEGNALAZIONI STRADALI NON IDONEE (SEMAFORI GUASTI NoN RIPARATI). UNO SCHIFO SAPERE DI RAGGAZZI E RAGAZZE DI 18 ANNI CHE MUOIONO IN OSPEDALE LASCIANDO DOLORE, VUOTO E SOFFERENZA A PARENTI AMICI E CONOSCENTI.
TUTTO PER INCOSCIENZA DI GUIDATORI FUORI DI TESTA E NON SOLO.
BISOGNA FARE QUALCOSA , INDIGNARSI !!! PROTESTARE E RIBELLARSI AFFINCHE’ SIANO PRESI PROVVEDIMENTI SERI DA PARTE DEL COMUNE CON MAGGIORI CONTORLLI DELLA POLIZIA DEL SINDACO E PUNIZIONIN DURE
MONTERUSCELLO E’ DIVENTATO UN PAESE DI TERZO MONDO OGNI VOLTA CHE CI TORNO SONO SEMPRE PIU’ SCHIFATO DA TUTTO QUELLO CHE SUCCEDE QUI !!!!!!
NESSUNO E’ INTERESSATO AI PROBLEMI DEI CITTADINI .
Recentemente ho letto una storia di una ragazza di 18 anni che mi ha colpito nel profondo dell’ anima: morta assurdamente per un incidente stradale causato dalla velocita’ eccessiva di un camion che ha centrato la macchina da lei occupata ma non guidata.
La cosa gravissima e che i semafori erano rotti, guasti non funzionanti. GIA’ DA MOLTO TEMPO !!!!!!
Questo nei paesi civilizati non deve accadere .
VORREI FARE UN APPELLO A TUTTI E DIRE LA VERGOGNA CHE PROVO STANDO IN QUESTA CITTA’ OGNI GIORNO CHE ACCADDONO QUESTE TRAGEDIE CHE POTREBBERO ESSERE EVITATE .
GRANDE SOFFERENZA PER DISGRAZIE INUTILI
FAMIGLIE DISTRUTTE !!!!!!!!
E IL COMUNE DI POZZUOLI NON PRENDE NESSUN PROVVEDIMENTO.
BASTA !!!!!!
Aprile 10, 2009 at 10:17 am
Vivo a Monterusciello da più di venti anni e posso dire che non ho un’opinione negativa rispetto ad altri quartieri periferici della provincia di Napoli (Pianura, Piscinola, Scampia, Chiaiano, Marianella, Ponticelli, Barra..etc..)per non parlare di Melito, Marano…
A Monterusciello è stato ideato e progettato un piano urbanistico all’avanguardia.
Se non esistono servizi di aggregazione sociale o altro ancora, non bisogna colpevolizzare Monterusciello come quartiere ma l’incapacità dell’Amministrazione del Comune di Pozzuoli.
A Monterusciello, esiste il verde, il V E R D E!!!
Esistono strade larghe, idonee alla viabilità moderna…non ci sono problemi di parcheggio, esiste la facilissima fruibilità della tangenziale di napoli e dell’asse mediano….
Guardiamo con costruttività gli aspetti positivi del Quartiere.
Attenti a chi specula denigrando Monterusciello.