Lago Fusaro, dal mito all´emergenza.

In pochi anni è nata una cittadina. Dove i problemi sociali e ambientali sono diventati cronici.

Acherusia Palus è il nome che i cumani diedero al lago Fusaro: la palude dell´Acheronte, il fiume dei morti. Intanto proprio qui, come nella vicina Baia, i romani iniziarono a costruire sontuose ville, ad allevare pesce e coltivare ostriche.
Con la fine dell´impero romano il Fusaro e la zona circostante furono abbandonate a se stesse e bisogna aspettare i Borbone che valorizzarono l´intera area: Carlo III la apprezzò per la ricca cacciagione e suo figlio Ferdinando IV fece costruire dall´architetto Carlo Vanvitelli la splendida villa sull´acqua nel 1782.
A duecento anni di distanza tante cose sono cambiate: lo sviluppo urbanistico ha fagocitato la riserva di caccia e l´intera zona del Fusaro ha assunto tutti i problemi di una periferia, mentre i problemi burocratici rallentano il timido sviluppo turistico della zona. E´ il caso della lunga e complicata vicenda dell´attuale Centro Ittico Campano, ente pubblico nato per gestire le attività ittiche nel lago flegreo e nel mare Piccolo di Taranto (specchi d´acqua che hanno in comune l´allevamento di molluschi.
Solo nel 1997 i beni sono stati divisi tra il comune di Taranto e quello di Bacoli. Oggi l´ente è una società per azioni di cui è azionista di maggioranza l´amministrazione bacolese e si attende ancora di definire il ruolo dell´intero complesso che è sicuramente uno dei propulsori dello sviluppo turistico dell´area flegrea. Tuttavia non mancano altri tipi di problemi. “L´abusivismo – spiega C. A., un ambientalista – ha devastato il nostro territorio.
Purtroppo qui abbiamo costruito senza avere rispetto dei luoghi di particolare importanza storica e naturalistica. Sono stati costruiti interi parchi e ristoranti su zone e aree che avrebbero dovuto essere protette, addirittura si è costruito sulle coste del lago. Qui c´erano le ville dei romani che ora sono sepolte per sempre sotto questi edifici. Nonostante tutto è necessario salvaguardare il lago con la sua fauna e la sua flora e dobbiamo valorizzare il Parco Quarantennale, un´ampia zona che, durante il Ventennio fascista, veniva utilizzata per la quarantena degli animali provenienti dalle colonie”.
L´emergenza sociale è maggiormente sentita dai giovani: “Per noi – dichiara Maria Illiano, studentessa universitaria – non c´è niente che ci avvicini alla cultura. Ci sono locali di tutti i tipi ma non ci sono punti di aggregazione. I mezzi di trasporti sono quasi inesistenti se si vuole escludere la linea Cumana della Sepsa che riesce ad operare tra mille difficoltà”.
Ma l´attenzione dei giovani è concentrata sul lavoro: “O si fa il cameriere per 25 euro a notte, a nero, oppure niente: bisogna andare via da qui”. La crisi dell´Alenia, fabbrica di componenti aeronautici e militari tra i vanti dell´industria italiana nel mondo, ha colpito tante famiglie del posto.
In pochi anni il personale è stato ridotto, molti servizi, tra cui la mensa, sono stati “esternalizzati” e i dubbi sul futuro dell´intera azienda sono tanti. E mentre il mercato dei molluschi negli ultimi decenni ha subito una crisi, la cosiddetta “industria del tempo libero” sta prendendo il sopravvento. Sono nati altri ristoranti anonimi accanto a quelli già famosi, mentre dalla primavera all´autunno si attivano complessi turistici e lidi che offrono tanti servizi.
E´ questo l´inizio di una ripresa per il borgo bacolese? “C´è bisogno molto di più – dicono alcuni residenti – il comune deve rilanciare la zona con progetti adeguati: spesso sentiamo parlare del recupero di Baia e invece non si parla del Fusaro. Eppure noi ci troviamo in una zona di collegamento importantissima tra l´antica Cuma con Torregaveta e Cappella mentre l´Arco Felice Vecchio ci separa da Pozzuoli.

Il turismo flegreo passa anche da qui e anche se la casina vanvitelliana non è la casa della fatina turchina del Pinocchio di Comencini, questi posti, di magia, ne hanno da vendere”.

pubblicato su “Segni dei Tempi” marzo 2004Ciro Biondi


  1. Susan

    Ciao Ciro,
    non so come ricevo le tue mail forse perchè ho fatto parte del Focus P.I. Campi Flegrei ( ti dò del tu anche se non so quanti anni hai ), sono una ragazza del Fusaro che ora vive fuori per lavoro, volevo ringraziarti per tutto quello che fai su i Campi Flegrei, ami questa terra come forse la amo io…che non avrei mai pensato di dover lasciare un giorno..ma invece è successo. Il tuo sito è davvero carino e ricco di cose interessanti!! Complimenti!




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