La Pietra, ponte per l’area flegrea.

Un affascinante lungomare tra Napoli e Pozzuoli con tanti problemi: oblio, traffico, abusivismo.

Tra Bagnoli e via Napoli c’è la doppia periferia di La Pietra, quella suggestiva striscia di case e scogli che fa da collegamento tra i due poli considerati fondamentali per l’auspicato sviluppo dell’area flegrea: l’ex acciaieria dell’Italsider e la rocca tufacea del Rione Terra. Archiviata l’illusione della Coppa America, La Pietra resta una zona dimenticata dalle amministrazioni di Napoli (se si vuole considerare anche l’antica via di Pozzuoli che rientra nel territorio di appartenenza della circoscrizione di Bagnoli) e di Pozzuoli: i due Comuni confinano al Dazio, dove è ubicata la stazione della ferrovia Cumana. Dal lato “napoletano” i problemi sono legati alla mancanza di pianificazione e di arredo urbano, sembra infatti che il recupero di Bagnoli condizioni tutta la zona in un’attesa senza fine. L’apertura del tratto di spiaggia con piazzetta proprio di fronte alle scuole non è curata così come tutta la piccola e stretta spiaggia su cui fuoriescono i liquami provenienti da Agnano (sono acque termali a cui si aggiungono acque nere). Via di Pozzuoli, su cui affacciano ben quattro scuole, è resa inoltre insicura dai vecchi binari del tram. Recentemente, invece, sul versante di Pozzuoli – ovvero “via Napoli” – è stata rifatta tutta la strada. «E’ l’unica cosa positiva degli ultimi anni – afferma un residente – per il resto siamo ancora a zero anche se i lavori continuano e all’altezza della vecchia stazione della Cumana di la Pietra verrà aperta l’arteria che ci collegherà con la parte alta di Bagnoli». E i problemi della zona sono illustrati con cura da chi, come Maria Gaita, è stata protagonista di tante battaglie per il quartiere: «Negli ultimi anni – spiega la Gaita – la Pietra è cambiata tantissimo. I lavori della Cumana e il rifacimento della strada fino al Dazio ci hanno proposto vecchi e nuovi problemi. Intanto, è emergenza ambientale: non c’è pulizia degli scogli, il traffico veicolare in alcuni periodi dell’anno diventa opprimente e l’inquinamento acustico si registra anche di notte per la presenza di numerosi locali senza dimenticare le continue frane della collina alle nostre spalle». Resta grande il problema del traffico durante il periodo estivo, dalla mattina al cuore della notte: un’autoambulanza impiega minuti preziosi per attraversare la strada, per non parlare dell’isolamento del sovrastante la zona residenziale di Monte Dolce. L’idea sarebbe intervenire con un piano di trasporti potenziando la Cumana e gli altri mezzi pubblici anche di notte e trovando soluzione per i parcheggi: durante la scorsa estate il comune di Pozzuoli ha adibito a parcheggio una parte della vecchia linea della Cumana. Di fatto resta il problema che sarà alla base delle decisioni degli amministratori puteolani e napoletani: qualsiasi ipotesi di sviluppo passa proprio per La Pietra, risolvendo il problema viabilità e restituendo alla zona la tranquillità ma soprattutto continuando a combattere contro il fenomeno degli abusivi che, puntualmente, ogni estate occupano una parte della scogliera deturpandola irrimediabilmente. Zona di BAGNI (terme) e di trachite, la cosiddetta, appunto, “pietra di Pozzuoli” utilizzata già dai romani e poi lavorata, in periodo borbonico, dai detenuti del vicino carcere di Nisida. E, quindi, La Pietra è l’anello di congiunzione delle innumerevoli terme che da Bagnoli a Pozzuoli caratterizzavano il territorio flegreo e che ora sembrano dimenticate per sempre. Ne è testimonianza anche qualche interessante edificio, segno che in passato era di moda tra i ricchi cercare tranquillità sulle coste flegree. Ma La Pietra è stata anche la principale via di comunicazione tra Napoli e Pozzuoli. E’ da qui che passavano gli omnibus e i primi tram, antesignani della Cumana. Ora l’emergenza viabilità si ripete e chissà se l’antica soluzione, potenziare i mezzi pubblici, non sia valida anche nel terzo millennio.

pubblicato su “Segni dei Tempi” gennaio 2004Ciro Biondi


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