infomigranti.JPGcirobiondiinfomigranti.jpg

Presentazione ufficiale dello sportello Infomigranti alla Cgil di Pozzuoli (Piazza della Repubblica). 31 gennaio 2005

Lo sportello – completamente gratuito – offre informazioni sindacali ai lavoratori, corsi di lingua e cultura italiana, informazioni e orientamento ai servizi di zona. L’obiettivo dei volontari è la promozione dei diritti di cittadinanza dei migranti con attività di sostegno all’integrazione e iniziative di multiculturalità come feste interetniche, scambi culturali, incontri-dibattiti, manifestazioni pubbliche. L’attività prevede anche la distribuzione di materiale informativo e la collaborazione in rete con gli altri soggetti, laici e religiosi, che operano nel settore. L’attività è iniziata nell’autunno del ’04. A gennaio 2005 la presentazione ufficiale.
A partecipare, sono per la maggior parte donne che provengono dall’Europa dell’Est. Si tratta per la maggior parte della popolazione straniera presente a Pozzuoli: ucraini, moldavi, polacchi, russi. Alcuni però provengono anche da Quarto, Bacoli, Fuorigrotta. Lo sportello opera in un territorio particolare: i Campi Flegrei. Stretti tra l’area metropolitana di Napoli (quindi un’immigrazione particolare) e la zona giuglianese e casertana.
Molti utenti hanno un elevato grado di istruzione e vorrebbero approfondire la lingua italiana. .Si registra, inoltre, un grande vuoto sociale e culturale: vorrebbero conoscere qualcosa in più della nostra cultura e allo stesso tempo, oppure in alternativa, continuare le tradizioni del loro paese di origine. Molti poi non conoscono i servizi presenti sul territorio per stranieri, come l’stp (previsto dalla Turco Napoletano è il servizio sanitario per stranieri temporaneamente presenti affidato all’ Asl).

Lo sportello è attivo da tre anni. Quindi anche per l’anno 2006 – 2007. E’ completamente gratuito per gli stranieri e i volontari non percepiscono nessun compenso nè rimborso spese da parte del sindacato, enti pubblici o privati.

 

Ciro Biondi (responsabile sportello):
“Impegnarsi per andare incontro alle problematiche della popolazione immigrata non è solo un dovere civile ma anche una necessità per il nostro territorio. Il lavoro è il fondamento del progetto migratorio degli extracomunitari. Ecco perché riteniamo che l’attenzione su questo aspetto è importante e allo stesso momento delicata, per cui una maggiore padronanza della lingua italiana può aiutarli a comprendere meglio il mondo del lavoro in Italia e quindi a difendere i propri diritti”.

Dario Morisco (presidente dell’associazione Ashiwa Arci):
“Il bilancio di Infomigranti si è sicuramente positivo. Per i migranti, e non solo, si è rivelata un’ottima esperienza di socializzazione e di apprendimento della lingua e della cultura italiana. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo dei volontari che hanno perseguito questo progetto con perseveranza ed entusiasmo e senza l’aiuto della CGIL di Pozzuoli che ci ha permesso di realizzarlo attraverso le sue strutture”.

Antonio Percuoco (segretario Cgil Zona Pozzuoli):
“Il progetto Infomigranti, realizzato dalla Cgil di Pozzuoli e dall’Associazione Ashiwa-Arci, è, senza alcuna retorica, una bellissima esperienza sia umana che politica e molto soddisfacente per il risultato conseguito. Un risultato niente affatto ma la serietà, l’entusiasmo e la caparbietà dei tanti volontari e degli attivisti sindacali, che operano senza richiedere alcun compenso, hanno reso possibile offrire informazioni e tante soluzioni ai diversi problemi del lavoro immigrato. L’impegno profuso da alcuni volontari non si è limitato, tuttavia, alla sola attività di sportello, ma hanno reso possibile, grazie ai propri requisiti linguistici, predisporre corsi di lingua italiana, soprattutto per i tanti immigrati provenienti dall’est, favorendo, in questo modo percorsi utili a realizzare un reciproco scambio culturale”.

………………..

comunicato stampa contro la Legge Bossi – Fini

 

La vergogna del decreto flussi del Governo Berlusconi.

Fila di immigrati davanti agli uffici postali. E poi ancora giorni e giorni di disinformazione, speculazione ai danni di onesti lavoratori.
Il decreto flussi è una vergogna per il nostro paese!
Il diritto ad essere persona non passa attraverso gli uffici postali!

Il “Decreto flussi” voluto dal Governo Berlusconi trasforma la regolarizzazione dei lavoratori, già presenti nel nostro paese, in un gioco inumano, in un terno al lotto: solo i primi saranno regolarizzati; solo 170 mila saranno accettate su oltre due milioni di richieste.

A Pozzuoli a Quarto e in tutta la nostra zona, così come nel resto d’Italia, osservando le lunghe fila davanti gli uffici postali fin dal giorno prima della presentazione delle domande (14 marzo), abbiamo potuto verificare l’inadeguatezza della legge “Bossi Fini” e il suo carattere razzista.

Questa legge incentiva il lavoro nero, l’evasione fiscale e contributiva, si alimenta il fenomeno della clandestinità (la maggior parte di questi lavoratori già adesso sono costretti a lavorare in nero), non si dà una vera risposta alle esigenze delle famiglie e ai fabbisogni di manodopera delle imprese e si favoriscano fenomeni di speculazione da parte di tanti profittatori.E’ questo uno degli ultimi effetti della devastante azione del Governo Berlusconi che in questi anni ha reso impossibile la vita agli immigrati. E’ evidente che la Bossi Fini è una legge studiata scientificamente per creare confusione e portare queste masse di lavoratori all’emarginazione e alla mancanza dei diritti più elementari. Intanto la Cgil nell’area flegrea nelle sue sedi di Pozzuoli e Quarto e in convenzione gratuita con l’associazione Ashiwa Arci, continua il suo impegno in favore della popolazione immigrata. Per il secondo anno consecutivo grande affluenza per i corsi organizzati dalla Cgil di Pozzuoli in convenzione con l’associazione Ashiwa – Arci per Infomigranti, uno sportello di informazione ed orientamento con particolare attenzione ai lavoratori immigrati che più di altri subiscono condizioni di particolare debolezza sociale, culturale e di conseguenza contrattuale in un modello di welfare che tende ad escludere e a non integrare.

Pozzuoli, 15 marzo 2006

 


Leave a Comment