Dal “Il Mattino” del 9 giugno 2008. Articolo di Luigi Ciccarelli. Non si placa la polemica sull’Ipercoop di via Masullo, in seguito alla decisione dell’azienda di non rinnovare il contratto a quaranta dipendenti, venti dei quali residenti a Quarto. Dopo il duro scambio di comunicati avutosi nei giorni scorsi tra il sindaco di Quarto Sauro Secone e l’Unicoop Tirreno (proprietaria dell’ipermercato quartese, accusata dal primo cittadino di non aver rispettato gli impegni), la questione assume un tono squisitamente politico.
Sulla vicenda, infatti, ieri mattina è intervenuta l’opposizione di centrodestra, che tramite il capogruppo di Forza Italia, Franco Carputo, è partita all’attacco del primo cittadino. Il leader degli azzurri prima ha annunciato la presentazione per il prossimo consiglio comunale di una mozione volta a discutere e chiarire quali siano i reali livelli occupazionali garantiti dall’Ipercoop per i giovani di Quarto, poi ha puntato il dito contro l’amministrazione. «Mi sembra fuori luogo l’atteggiamento del sindaco – afferma Carputo – che non doveva permettere l’apertura dell’Ipercoop fino a quando dalla società non fossero stati rispettati gli accordi presi». Carputo fa riferimento al Protocollo d’intesa e alla Convenzione stipulati dalla precedente amministrazione (guidata dal sindaco forzista Pasquale Salatiello) e che prevedono, rispettivamente, una quota minima di lavoratori quartesi assunti dall’Ipercoop e la realizzazione a carico della Unicoop Tirreno di una serie di interventi urbanistici nell’area posta a ridosso della struttura commerciale. Seccata la replica fornita al capogruppo forzista dal primo cittadino, che respinge le accuse: «Il consigliere Carputo non meriterebbe nemmeno una risposta – ha affermato il sindaco Sauro Secone – perché penso che nessuno si sia battuto quanto noi per il rispetto degli impegni assunti dall’Unicoop Tirreno. Il problema, semmai, è che la società ha tra le mani soltanto un pezzo di carta e che chi ha operato prima di noi e ha gestito la fase iniziale della vicenda lo ha fatto male. Hanno buttato fumo negli occhi sul numero degli occupati, senza però interessarsi se si parlava di occupati stabili o meno».










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