Il centenario del comune di Monte di Procida coinvolgerà per un intero anno gli abitanti della cittadina flegrea
La nuova Cuma in mezzo al mare
Dall’isola alla terraferma e poi l’emigrazione in America: l’appassionante storia dei montesi
Cento anni di autonomia per Monte di Procida. Un anno di festeggiamenti, di iniziative, di studi e convegni per ricordare il passato e pensare al futuro. Questo – in sintesi – il programma messo a punto dall’amministrazione comunale del più piccolo dei Comuni flegrei. Era l’inizio del XX secolo quando i “padri montesi” chiesero l’autonomia della frazione dall’isola di Procida. Una lingua di mare di 4 km separa la “terraferma” dall’ “isola-capoluogo”. A guidare la lotta per l’autonomia amministrativa, un militare di fede borbonica, Ludovico Quandel.
L’autonomia venne qualche anno dopo, vincendo le riluttanze del consiglio comunale e di molti cittadini di Procida che avevano tutto l’interesse a non perdere il Monte. Il 27 gennaio del 1907 il re Vittorio Emanuele III e Giovanni Giolitti firmarono il decreto di elevazione della frazione procidana in Comune autonomo. Per la verità i montesi avrebbero prefierito un altro nome per il loro Comune, “Nuova Cuma”, per rinsaldare radici ancora più antiche. Ma la storia andò diversamente. «Tutta Monte di Procida – dice il sindaco, Franco Iannuzzi – si sta preparando a questo evento. La Giunta, il Consiglio Comunale, le associazioni ed ogni singolo cittadino stanno dando il proprio contributo affinché questo che sta per cominciare non sia solo un momento di festa, ma rappresenti soprattutto un’occasione di riflessione, di studio per dare alla nostra città una prospettiva nuova, una svolta di cui Monte di Procida ha veramente bisogno, sul piano sociale ed economico».
Il 27 gennaio la giornata inaugurale. Per celebrare il primo centenario il Comune ha presentato un progetto inserito nell’ambito del “Piano integrato Grande at-trattore culturale dei Campi Flegrei” denominato: “La me-moria dei Campi Flegrei: cen-to anni di autonomia e di li-bertà” approvato con una de-libera della Giunta regionale della Campania. «Nei prossimi anni – continua Iannuzzi – vanno vissute al meglio, in maniera tale che le occasioni e di sviluppo nate in questi primi cento anni possano esplodere e dare alla nostra città e ai suoi abitanti il giusto benessere. Ciò può avvenire solo capendo e il nostro passato, la nostra storia». Ma la storia a Monte di Procida continua anche negli Stati Uniti: «Questa svolta – conclude il sindaco - per il nostro paese dovrà essere frutto dell’impegno collettivo e dovrà portare anche la firma dei tanti montesi che oggi vivono negli Stati Uniti, dove hanno trovato e costruito opportunità di lavoro importanti». “Cient’anne” è, invece, il titolo di una serie di iniziative inserite nel Pof (piano di offerta formativa) del Circolo didattico di Monte di Procida. Protagonisti assoluti i bambini delle scuole materne ed elementari che parteciperanno attivamente al compleanno del loro Comune con musica, giochi, animazione, teatro ed escursioni.
Saranno questi bambini a preparare chi organizzerà i prossimi festeggiamenti. Tra cento anni.
Ciro Biondi
Articolo pubblicato sul numero di gennaio 2007 della rivista “Segni dei Tempi”









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