Culti e religioni nella Pozzuoli di duemila anni fa

“La storia commerciale ci permette di determinare per quali vie certi culti si sono propagati, quali sono state le loro principali tappe, intorno a quali date essi sono apparsi; d’altra parte, grazie alla storia religiosa, siamo in grado di cogliere relazioni commerciali che senza di essa ignoreremmo. (…) La sola abbondanza dei culti orientali a Pozzuoli, in un’epoca molto antica, basterebbe, in assenza di ogni altro documento, a provarci l’importanza considerevole che ebbe ben presto l’emporio campano”.

A scrivere queste righe all’inizio del ‘900 è un professore parigino. Charles Dubois, studioso di archeologia, è considerato tra i più importanti studiosi dei Campi Flegrei per aver scritto “Pouzzoles antique”, dal 1907 punto di riferimento per lo studio della storia locale. Dopo più di cento anni, la Valtrend Editore di Mara Novene e Mario Marotta pubblica – per la prima volta tradotto in italiano – “Culti e dei a Pozzuoli”, un’opera meno conosciuta ma ricca di dati, approfondimenti e di importanti intuizioni frutto di un’appassionata ricerca storica che anticipò di alcuni anni la sua opera più importante. Il lavoro è stato curato dal professor Francesco Pisano (la traduzione è di Gabriella Pisano). “Cultes et dieux à Pouzzoles è – scrive Maria Teresa Moccia Di Fraia, nella sua prefazione – quasi un lavoro preparatorio, molti dei cui risultati confluiranno nella successiva monografia, seppure con qualche revisione. Puteoli era per lo storico francese uno spaccato eccezionale data la ricchezza di culti e di religioni che vi erano presenti, stratificati in un porto di straordinaria mole di traffici, caratterizzati dal succedersi e dal coesistere di elementi greci, orientali e romani”. Cereres, Esculapio, Apollo, la Magna Mater, la Vittoria Augusta e quindi Serapide, Iside, la Virgo Caelestis sono solo alcune divinità greche, romane, egiziane, siriane, cartaginesi che a Pozzuoli avevano i loro templi, i loro sacerdoti e sacerdotesse. Dubois, nella sua ricerca, si pone l’obiettivo di risalire al periodo in cui il culto è stato introdotto a Pozzuoli e a rintracciare il luogo di culto. Tra i documenti esaminati anche le fiaschette vitree della cosiddetta “serie Puteoli”,  su cui sono incise gli elementi del paesaggio urbano della città, quasi delle piccole ma importanti mappe della città, utili agli studiosi per le loro ricerche. Gli editori della prima edizione italiana hanno ritenuto opportuno inserire alcune immagini di “Pouzzoles antique” messe a disposizione dall’Azienda di Cura, soggiorno e turismo di Pozzuoli.

Ciro Biondi

 

Articolo pubblicato sul numero di ottobre 2007 del mensile “Segni dei tempi”


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